“Il Sentiero è parte della vita. La vita è parte del Sentiero” – un’intervista con Daemon Barzai di Jovick Man

Cosa vuol dire essere un Mago Draconiano? Cos’è la Magia Draconiana?

Credo che non sia possibile dare una definizione univoca a nessuna delle due domande: ogni Iniziato può avere una visione totalmente personale di ciò che significa essere un Mago.
Nel mio caso, un Mago è chi vive il Sentiero come una parte della vita e, la vita, come una parte del Sentiero. E’ chi si impegna a percorrere la Via prima di ogni altra cosa; forse può sembrare estremo ma, in fin dei conti, senza passione non c’è modo di progredire.

Per quanto riguarda la seconda domanda, la Magia Draconiana è un sistema Auto-Iniziatico, in essenza eclettico, che vede la figura del Drago/Serpente come la Fonte Primigenia di Ogni Creazione e di Ogni Distruzione. Si basa negli antichi miti, leggende, storie di queste creature, interpretandole come manifestazioni di una specifica forza. Il Drago è l’Utero dell’Universo, al di là di qualsiasi dualità, è dove è nato tutto, anche gli Dei.
Uno dei miti che descrive meglio tutto questo è l’Enuma Elish, dove la Dea Drago Tiamat da vita a tutti, anche agli Dei che in seguito cercano di distruggerla. In essenza, la Tradizione Draconiana è un viaggio meraviglioso, personale e individuale che permette il risveglio della divinità interiore o l’auto-divinizzazione.

Quali sono le tradizioni del Sentiero della Mano Sinistra più vicine alla Magia Draconiana?

Come ho detto anteriormente, la Tradizione Draconiana è in essenza eclettica, quindi si nutre di molte e diverse fonti, condividiamo molto con la Demonolatria, forse non dal punto di vista religioso ma dal modo di vedere i Demoni (Deamons – Intelligenze Divine) e il modo di lavorare dal punto di vista ritualistico con queste forze. In molti casi siamo anche molto vicini  al Luciferismo, e ad alcuni tipi di Stregoneria Tradizionale. E’ importante comprendere che la tradizione è qualcosa di personale e che, quindi, ogni Iniziato può trovare l’ispirazione in tradizioni diverse del Sentiero della Mano Sinistra.

Parliamo dell’opera “L’Albero delle Ombre”, tradotta in italiano.
Puoi parlarci di questo lavoro? Quale sarà la sua struttura?

Attualmente entrambi i libri sono stati tradotti e pubblicati in italiano.
Parliamo dell’essenza delle opere: sono stati scritti con l’intenzione di proporzionare una guida per quei ricercatori che abbiano l’intenzione di cominciare a lavorare in modo auto-iniziatico con l’Albero delle Ombre.
L’idea di ogni libro è dare una visione teorica ma sopratutto proporzionare esercizi e rituali che servano alla pratica, dato che le Qlipphots si vivono, non è possibile soltanto teorizzare su quello che succede in esse. L’idea è che le persone trovino ispirazione in essi un’ispirazione per fare un lavoro individuale. In sintesi, questo è lo scopo dell’opera.
Il progetto consiste in completare con 11 volumi tutte le Qlipphots e rispettivi tunnels.

Finalmente un lavoro che parla della pratica, come il tempio interno ed esterno.
In Italia non siamo abituati a testi di questo tipo. E’ diverso nel mondo ispano-parlante?

In America Latina, la pratica della Magia ha molto a che vedere con la trasformazione della vita materiale, i rituali, gli incantesimi etc sono all’ordine del giorno.
Da questa consuetudine nascono molti tipi di magia folkloristica che hanno prosperato molto.
Infatti i culti di origine africana (Santeria, Candomble, Palo Mayombe, Vudù) sono molto forti.
Nonostante, al di là di queste tradizioni, è possibile lavorare in modo equilibrato con quella che si conosce come Magia Minore, e cioè che oltre al lavoro interiore, non c’è niente di male in fare un rituale per ottenere un nuovo amore, sesso, soldi extra o vendicarsi di chi ci ha fatto del male.
Fa parte della vita. Come in ogni cosa, gli eccessi non sono salutari, e se un Mago si centra soltanto nel piano spirituale e lascia da parte la realtà materiale, è molto probabile che si perda nella fantasia, cada nella megalomania credendo di avere più potere di quanto in realtà tenga.
La stessa cosa accade se il Mago usa la sua magia solo per questioni materiali, non riuscirà ad avanzare realmente verso la sua auto-divinizzazione.
Entrambe le cose devono essere equilibrate e quindi tali da rendere il lavoro magico ricco e fruttuoso.

Nell’articolo che abbiamo tradotto dal tuo blog possiamo leggere: “Nella tradizione draconiana, un elemento non può esistere senza l’altro, e se stiamo lavorando con la struttura dell’Universo conosciuto, dobbiamo imparare da entrambe le polarità, solo in questo modo è possibile ottenere un avanzamento reale e senza limiti.”
Quindi, perché non trattare anche le sephirots con le qlipphots?

L’Universo in cui ci troviamo ha una natura duale e, inoltre, permane in uno stato di equilibrio: senza le tenebre non può esistere la luce, senza il femminile non può esistere il maschile, senza il giorno non può esistere la notte, etc…
Il problema è che che lavorando sia con le Qlipphots che con le Sephiroth, scopriamo che nell’essenza sono  molto diverse.
Molti hanno cercato di creare un antagonismo tra l’uno e l’altro, credendo che si trattasse di elementi opposti o inconciliabili. E’ necessario comprendere che si tratta di mappe dell’Universo: un mago che lavora con le Sephiroth cerca la ricostruzione dell’ordine primordiale, la disintegrazione della coscienza e la fusione della stessa con la luce. Al contrario, chi lavora con con le Qlipphots cerca l’individualità della coscienza e cerca di costruire il proprio universo personale, senza fondersi con niente e con nessuno. Si tratta di due paradigmi diversi e non c’è nessun impedimento nel lavorare con entrambi gli Alberi. E’ qualcosa che ha che vedere con le scelte personali di ogni Mago.

Potresti parlarci della morte e dell’immortalità dal punto di vista draconiano?

La morte è sempre un argomento complesso.
Considerato come ente o entità, è una forza meravigliosa, anche se non tutti possono lavorare con essa: esistono persone che, semplicemente, non le sono affini.
La morte, come situazione, è qualcosa che fa parte della vita, vale a dire, un cambio di stato.
Credo che dal lavoro spirituale che si è realizzato in questa vita dipenda la quantità di coscienza che avremo nell’altra e questo ci permetterà di poter scegliere di tornare a questa realtà e reincarnarci o trascendere verso altri piani e creare il nostro proprio universo.
Una parte dell’auto-divinizzazione è rappresentata proprio da questo punto.
L’immortalità dell’anima, nella mia personale visione, è un dato di fatto.
Dopo aver lasciato il corpo fisico, lo spirito segue il suo corso e il suo cammino.
Questo si comprende maggiormente se si lavora con le energie del Thanatos e della Necromanzia.

Le prossime opere in Italiano tratteranno sempre dell’Albero della Morte? E i tuoi altri testi?

Attualmente, i libri che sono stati tradotti in italiano sono:
L’Albero delle Ombre: Lilith: La Donna della Notte,
L’Albero delle Ombre,Gamaliel: L’Osceno; Lilith: Le sue maschere, i rituali e le manifestazioni; In Nomine Draconis: Una guida di auto-iniziatica per i Misteri Draconiani.
Stiamo lavorando a nuove traduzioni. E’ nostra intenzione tradurre tutte le opere in Italiano.
Molte grazie per l’intervista, è stato un piacere rispondere ad ogni domanda.
Alla prossima!

Annunci

“L’Universo possiede una doppia polarità…” – riflessioni dal blog di Daemon Barzai

“Sono un mago draconiano e Settario dei Grandi Antichi. Traduttore letterario specializzato in argomenti esoterici e nascosti. Fondatore di Black Tower Publishing, Temple of Layil, e artista grafico. Ho contribuito a diversi libri come: Qlipoth Journal, The Way of the Serpent, The Rites of Lucifer, Sabbatica, tra gli altri. Autore di The Nyarlathotep Book, El Árbol de las Sombras, El Legado de San Diablo, Las Diosas Impías del Lado Oscuro, Lilith: sus máscaras, ritos y manifestaciones, y Coautore di Lilith: Goddess of Sitra Ahra y Tricksters & Adversaries of the Left Hand Path.
Contatto: fasenigredo@gmail.com
Cerchio Rituale: www.templeoflayil.com
Editoriale: www.blacktowerpublishing.com
Blog personale su Magia draconiana: www.diariodeunbrujo.com.ar
Portfolio: http://daemon-barzai.artworkfolio.com/

Da “Diario de un brujo” (diario di uno stregone) – traduzione di Sara Ballini
Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem
blog completo originale in spagnolo:
http://www.diariodeunbrujo.com.ar

Tenebre e Luce sul Sentiero Draconiano

Luce e Tenebre, Tenebre e luce: concetti, idee, riflessioni su due elementi che sono facili e complessi da comprendere ed interiorizzare allo stesso temo. E’ inutile dire che in quest’articolo non sarà possibile risolvere il conflitto eterno riguardo all’argomento in cui discutiamo. La mia pretesa è soltanto quella di parlarne un po’, riferendomi alla mia esperienza personale.

In primo luogo è necessario capire che l’universo che conosciamo possiede una doppia polarità, ovvero che la dualità è presente in ogni cose, e che in questo contesto troviamo Luce e Tenebre. Un elemento non può coesistere senza l’altro, ovvero non può esistere la Luce completa senza la presenza delle Tenebre. Negare qualsiasi dei due aspetti equivale a negare una parte essenziale della realtà e dell’universo nel quale viviamo.
Eppure, uno dei principali conflitti che esistono costituito dall’attribuzione morale che viene data sia alla Luce che alle Tenebre; costituita da un semplice errore che è stato imposto dalle religioni monoteiste dominanti dove la Luce corrisponde al “Bene” e le Tenebre corrispondono al “Male.
Come avrete già intuito, non è così e la morale è un elemento indipendente dall’Universo, essendo nettamente umana e costituita da attribuzioni e condizionamenti sociali.
Cosa voglio dire con questo? Che per me, le Tenebre possono essere buone e per un altro cattive quindi tali attribuzioni sono completamente relative e non dovrebbero essere prese in considerazione quando si parla di Luce e Tenebre.
Dato che non mi piace trattare argomenti relativi alla Psicologia, non parlerò dell’Ego, perché non sono psicologo e penso che la Magia vada oltre questo anche se il fattore mentale è importantissimo non credo che sia possibile mescolare tutto e sviluppare allo stesso tempo un concetto solido, ma piuttosto un’insieme di concetti senza senso.
Quindi, la prima cosa che possiamo affermare con certezza è che l’universo possiede una doppia polarità, e questa bi-polarità si rifletta sia nel Macrocosmo che nel Microcosmo e, per questa ragione, percepiamo e decodifichiamo le divinità, gli dei e i demoni come maschili e femminili. E’ a causa di questa bi-polarità,che diamo loro qualità umane e le identifichiamo con un genere. Allo stesso tempo, diamo delle qualità a queste divinità: alcune appartengono alla Luce ed altre alle Tenebre. Ma andiamo al sodo…
A cosa ci si riferisce quando parliamo di “Tenebre”? Come dissi, ci sono molti modi di rispondere, però se l’oscurità risiede in quello che è occulto, tra gli elementi delle Tenebre troviamo la notte, il proibito, la paura, quello che non comprendiamo e non conosciamo e gli aspetti dell’essere umano che non sapevamo che fossero lì, il nostro potenziale divino e potremmo continuare all’infinito….
La Luce, invece, può essere uno stato di conoscenza, di sapere concreto, di chiarezza. Un elemento è soggetto all’altro, potremmo dire inseparabile l’uno dall’altro.
In un momento determinato del processo iniziatico, l’Adepto scopre come unire entrambi i concetti, e impara a lavorare con entrambi in uno stato di completa armonia ed equilibrio.
Nella Tradizione Draconiana, un elemento non può esistere senza l’altro, e se stiamo lavorando nella struttura dell’Universo conosciuto, dobbiamo imparare a lavorare con entrambe le polarità, solamente in questo modo è possibile ottenere un avanzamento reale e senza limitazioni. Il primo passo per fare questo è togliere le attribuzioni morali, proprie o imposte dagli altri, aprendo la nostra mente e abbracciando le polarità come un elemento essenziale per il nostro progresso personale sul cammino dell’auto-salvezza e dell’auto-divinizzazione.

Senso, significato e tecniche basiche della Magia Vampirica di Priest Samael Zohak (TOPH)

Il Vampirismo è ‘l’Arte che permette di utilizzare gli strumenti della Stregoneria Terionica per l’Auto-Deificazione.
Nel Vampirismo il Sé è l’unico dio, non ne esistono altri…
Utilizziamo le energie raccolte tramite la pratica del Vampirismo per praticare la nostra Magia e ottenere i nostri scopi nella vita.
Siamo connessi su molteplici livelli di percezione che sono il mondo fisico, il piano Astrale e quello spirituale. Quello che vediamo nella vita quotidiana è il mondo fisico e quello che chiamiamo “vampirismo fisico” consiste nel drenare l’energia o Ki tramite il contatto, assorbendo energia tramite il naso e la bocca mentre visualizziamo l’energia che lentamente fluisce dentro di noi e lentamente espiriamo per controllarne la circolazione tramite la Volontà e le tecniche dello Yoga Arimanico.
Per quanto riguarda il Piano Astrale, che è il piano dell’immaginazione dove la Mente crea la nostra realtà e dove dimorano gli spiriti delle Qlippoth e i Demoni.
Il corpo astrale è creato dalla Mente del praticante di Magia Luciferina verso l’auto-deificazione e il proprio Sé superiore grazie al quale troviamo il nostro Daemon.
Praticando Yoga Arimanico nella quiete del corpo riusciamo a ottenere una calma quasi assolta.
Tramite questa calma possiamo innalzarci dal nostro corpo fisico tramite il corpo astrale la cui forma è modellata dai nostri più oscuri desideri o tramite la Stregoneria Terionica.
Ci focalizziamo sul nostro obiettivo prima di dormire ovvero stabiliamo di chi nutrirci.
Tramite la Volontà è possibile controllare ogni aspetto della Magia Vampirica.
Se siete capaci di uscire fuori dal vostro corpo (OBE) dovrete esserlo anche di controllare ogni singolo movimento del vostro corpo-ombra tramite la sola Volontà.
L’immaginazione e la convinzione sono la chiave del successo dell’intero lavoro Vampirico.
La vostra immaginazione e la vostra capacitò di visualizzare sono estremamente importanti.
Il desiderio di assorbire energia vitale deve essere molto forte: il vostro scopo di vita.
Sul piano spirituale sarete una cosa sola con il vostro Dio (la vostra Dea) interiore e questa è la Grande Opera che conduce all’Apoteosi tramite l’auto-deificazione.
L’Universo è composto di energia o Ki/Chi. Essa si trova ovunque, dalle pietre alle piante, dagli animali a gli esseri umani. Non stiamo facendo qualcosa di “cattivo”, sappiamo soltanto dove ci troviamo nella catena alimentare.
Il Vampirismo va oltre il “bene” ed il “male”.
Non abbiamo bisogno di questa energia per vivere ma accumulare molta energia ci permette di stare sempre bene, anche se siamo sottoposti ad un lavoro psicofisico intenso.
L’energia che dreniamo è utilizzata per costruire il nostro Ego dal punto di vista di un percorso totalmente individualista.
Un’altra tecnica è costituita dall’osservare intensamente il plesso solare della nostra preda determinando il loro ciclo di respirazione immaginando una connessione sul piano astrale creata da serpenti (o intrecci, fili, elementi che determinano un legame) e drenando energia mentre respiriamo intensamente tramite il naso e la bocca. La forza vitale che respiriamo si trova anche libera, nell’aria che respiriamo.
E’ ovunque ed è possibile percepirla.
Il potere e la disciplina sono essenziali.
Ho praticato molta Magia Vampirica ed è determinante percepire l’aura della preda sia dal punto di vista fisico che astrale…in seguito la Volontà del Vampiro deve essere rafforzata perché diventi sempre più potente nei suoi confronti.
Ogni cosa è energia e non c’è nient’altro che energia.
Potere praticare durante la vita quotidiana o nel sonno…
Inizialmente è’ importante che la pratica sia costante per percepire l’energia e trasportarla nel vostro corpo tramite la Volontà e i Rituali Vampirici.
Priest Samael Zohak of TOPH

Alexander Skrjabin, ovvero la potenza del Suono.

“Ho intenzione di creare una sorta di Mysterium. Perciò ho bisogno di costruire un Tempio particolare, forse qui(…) o forse lontano da qui, in India…

Ma la gente non è pronta. Devo predicare.

Devo mostare loro un nuovo cammino”.

Alexander Nikolajevic Skrjabin, nacque il 10 di gennaio 1872 a Mosca. Fu pianista e compositore.

 

La sua figura, musicalmente parlando, si può collocare tra tardo-romanticismo, simbolismo e sperimentazione novecentesca mentre il suo pianismo risenti’ non poco dell’influenza di Fryderick Chopin(1810-1849).

Skrjabin nacque in una famiglia di origine aristocratica e fu educato musicalmente presso il prestigioso Conservatorio di Musica di Mosca, nel quale concluse i suoi studi accademici all’inizio degli anni90.

Ebbe una sensibilità febbrile ed inquieta, molto incline ad estatiche e apocalittico-infernali visioni del mondo, che troverà il corrispettivo in letteratura nella figura del poeta Dmitrij Merezkovskij(1865-1941).

Alla base della sua estetica musicale, particolare e complessa, egli pose la cosiddetta “sinestesia”, ossia il fenomeno sensoriale e percettivo che indica la contaminazione di tutti i sensi nel rilevare sensazioni di varia entità.

Nel 1910, Skrjabin ideò il “clavier à lumieres”.

Trattavasi di uno strumento musicale a tastiera elettrofono, che proiettava su un apposito schermo un tipo di colore corrispondente ad una determinata nota.

L’ associazione del Suono con il Colore, fu probabilmente influenzata dalla lettura che fece il compositore degli scritti teosofici di Louis Bertrand Castel(1688-1757), matematico francese, ideatore del clavicembalo oculare.

Tra il 1900 e il 1910, Skrjabin effettuò una serie di tournée in Europa, a Bruxelles nel 1910, aderì e frequentò particolari circoli esoterico-teosofici, la cui frequentazione influenzò assai le opere composte dall’autore in quel periodo.

La musica di Skrjabin è caratterizzata da un processo di “decomposizione”, sulle orme di Chopin e di Franz Liszt(1811-1886), con punti di contatto con Claude Debussy(1862-1918) e innervata di armonie ipnotico-statiche di delirante intensità.

Skrjabin compose:

Un Concerto per pianoforte e orchestra Op.20(1896), oltre 20 Studi per pianoforte, 88 Preludi per pianoforte e 10 Sonate per pianoforte scritte tra il1892 e il 1913.

Tra queste spiccano in particolare:

la N.7 Op.64, detta “Messa Bianca”(1911).

la N.9 Op.68, detta “Messa Nera”(1913).

 Compose inoltre 4 sinfonie, tra queste vanno menzionate:

la N.3 detta “Il Poema divino”, Op.43(1905).

la N.4 detta “Il Poema dell’estasi”, Op.54(1908).

Un cenno a parte meritano:

Prometeo, il Poema del fuoco, per orchestra (1910),opera composta da Skrjabin nel periodo in cui frequentava i circoli esoterico-teosofici a Bruxelles, nella quale utilizzò magistralmente il “clavier à lumieres”.

È un’opera di visionaria allucinazione, in cui il miraggio di una sintesi estetica si coniuga perfettamente con le relazioni tra suoni e colori.

Quanto al Mysterium, questo fu un ambizioso progetto concepito dal conpositore e portato avanti per vari anni.

In pratica si trattò di un’opera di dimensioni colossali nella quale avrebbero dovuto confluire tutte le Arti che seducevano i sensi, ossia parola, danza, suono, colore e profumo.

Da rappresentarsi in un gigantesco Tempio nell’emisfero orientale per pochi Eletti.

Purtroppo, poco prima di morire, dovette abbandonare l’idea di questo immane progetto, perché per l’epoca, troppo dispendioso.

Skrjabin, morì a Mosca il 27 di aprile 1915, a 43 anni, a causa di una setticemia mal curata.

 

Umberto Mori

 

Un’intervista con Andrew D.Chumbley di Michael Howard e Robert Fitzgerald

tradotto da Sara Ballini

MH: Qual è la tua interpretazione del termine “Magia” e cosa significa per te in senso pratico?
AC: Vorrei dare due interpretazioni.
Per quanto riguarda la prima, proporrei la seguente definizione: “La Magia è la trasmutabilità della Quintessenza di tutta la Natura”. Questo vuol dire che “Magia” è tutto il potenziale del potere di cambiamento che caratterizza qualsiasi cosa che esista.
Per la seconda, suggerirei una distinzione tra “Magia” come “Potere” e “Stregoneria” come la capacità di manipolare quel potere tramite la conoscenza: “La Stregoneria è la conoscenza dei punti universali di trasmutazione. E’ l’Arte di coltivare l’abilità di manipolare queste sorgenti di potere in accordo con la Volontà, il Desiderio e la Fede.” In termini pratici, Considero la Stregoneria come la conoscenza dei principi fondamentali e delle “lettere sacre” che governano il controllo, la manipolazione e l’applicazione delle forze magiche. Questi principi sono costituiti dall’Alfabeto dello Stregone.
Quando vengono focalizzati tramite un rituale, questi determinano il campo d’azione della propria esistenza nella sua unicità. I Principi della Quintessenza Magica sono usati per coordinare le forze e le forme, per creare strategie di comportamento e per rafforzare le espressioni dell’estasi creativa.
Il Rituale, l’arte magica “par eccellence”, rivela una nuova comprensione della conoscenza stregonesca tramite il sentiero che lega ogni momento all’altro – ogni realizzazione all’altra  e porta la coscienza alla Gnosi. La Magia in questo senso porta alla diretta realizzazione della Verità, l’apoteosi mistica dell’Arte Magica. In un senso più pragmatico, la magia è il potere di benedire, maledire, attrarre, allontanare, chiamare, bandire, curare, ferire, legare o liberare.
Credo che l’Arte del Sabba riunisca sia l’aspetto mistico che quello pragmatico per creare una “Stregoneria Trascendentale”. In ogni caso, sia che si tratti di un’applicazione alta o bassa, la magia centra i passi e relaziona lo spirito con la sua localizzazione – ovunque si vaghi con il pensiero, la parola o l’azione.
Infine, aggiungerei questo: la Magia porta ognuno di noi ad incontrarsi con la Morte prima ancora di morire e questo proporziona una saggezza eterna in vita. La Luce della Magia rivela ciò che è Sophia sotto la maschera della Morte più Folle.
RF: Definisci il “Crooked Path Sorcery”(il cammino tortuoso della Stregoneria, ndt). Da dove viene questo termine?
AC: Il termine “Crooked Path Sorcert” si riferisce a uno specifico corpo d’Insegnamenti e Rituali che fanno parte de cerchio interno del Cultus Sabbati. E’ diverso da gli altri insegnamenti della Tradizione Sabbatica per il suo particolare tipo di prassi rituale, per la sua cosmogonia chiaramente ofidiana e il suo vario pantheon così come per la sia peculiare etica e prassi rituale. La maggior parte del corpo degli insegnamenti del “Crooked Path” è contenuta ne “The Draconian Grimoire” che verrà pubblicato in due tempi diversi.
In un senso più generale, “Crooked Path” o Via Tortuosa implica un continua gnosi, il cammino dell’Illuminazione che lega un momento di visione interiore con un altro che implica la capacità di usare entrambe le mani allo stesso tempo – sia per curare che per ferire, sia per benedire che per maledire; sottolinea come la saggezza sia simile alla lama del rasoio che scaturisce dalla trascendente congiunzione dei contrari.
Entrando nello specifico, la Via Tortuosa è relativa al ciclo dei riti misterici che possono essere considerati come l’iniziazione alla Via Draconiana – nel cammino del Grande Drago Azhedeha. In essenza, gli insegnamenti del “Crooked Path” portano al significato diretto dell’auto-iniziazione nel Conoscenza della Quintessenza Magica.
MH: Cosa rappresenta esattamente il Cultus Sabbati nel suo aspetto esterno e pubblico?
AC:”Cultus Sabati”, letteralmente “rappresenta” la Tradizione Sabbatica; dal punto di vista esterno ri-orienta nell’attualità gli aspetti interni alla Tradizione pubblicando testi e immagini – libri, articoli, ed espressioni artistiche. In questo senso può essere descritto meglio con la proiezione magica esterna di quello che è Nascosto agli Occhi.
RF:Dato che il Culto è limitato a un circolo chiuso, a cui si viene ammessi soltanto tramite formale invito, ci si domanda quale sia il proposito di questa “maschera” esterna. Perché pubblicare, perché essere “visti”?
AC: Questa è una domanda che ci poniamo spesso con lo scopo di verificare la nostra razionalità. Un aspetto molto significativo è la proiezione magica del Culto che opera come un faro per una Corrente, che è un punto di riferimento e di orientamento per molte manifestazioni relative alla Stregoneria Tradizionale.
Varie diramazioni dell’osservanza tradizionale, che altrimenti non sarebbero si sarebbero mai incontrate lo hanno fatto, comunicando ed agendo da fertilizzante l’una per l’altra, semplicemente perché il Culto è stato “visibile” in termini essoterici, mentre allo stesso tempo è stato riconoscibile in termini di conoscenza esoterica.
Lavori composti magicamente possono confluire in molti “testi” alla volta; una singola parola può aprire molti cammini sconosciuti. Quando un occhio incontra l’altro sappiamo che non è importante che maschera indossi. Personalmente io ritengo che il merito delle nostre “azioni” esterne risieda nel consolidare la Tradizione e in una rispettosa comunione tra spiriti simili nell’Arte Magica.
Allo stesso tempo, è importante per ognuno di noi riconoscere che i libri magici e le immagini possono – se presentati in modo appropriato – lavorare più velocemente come semi di vita per il risveglio iniziatico in un gruppo di praticanti, sia solitari che appartenenti a una congrega, essendo spesso strade aperte  di contatto spirituale diretto e di auto-iniziazione. Io credo che i libri magici e gli artefatti operino come entità per conto proprio, che siano spiriti familiari e daimons che possono servire, testare, portare gli individui a riunirsi, portare a nuove realizzazioni, rivelare sogni, funzioni e presagi, possono aprire un sentiero a qualcosa che aspiriamo o chiuderlo per sempre.
Parlando di me, libri come Azoetia sono lettere d’amore mistiche a sconosciuti che altrimenti non avrei mai incontrato. La comunicabilità dell’ispirazione è ciò che garantisce la validità spirituale.
La rappresentazione esterna del “Cultus Sabbati” permette alla Corrente di comunicare ma rimanere, al suo interno, qualcosa di indefinito.
MH: Cos’è esattamente “Sabbatic Craft” (L’Arte del Sabba, ndt)? Quali sono le origini del suo nome?
AC: Da un punto di vista esterno la definizione “Sabbatic Craft” descrive il corpo delle pratiche magiche che l’auto-coscienza attraverso il quale l’auto-coscienza utilizza l’immaginario e i miti delle “Streghe del Sabba” come codice cifrato di rituali, insegnamenti e gnosi. Non è la stessa cosa che praticare sempre gli stessi rituali ed utilizzare sempre gli stessi modi come presunte “streghe” o quello che è storicamente attestato come stregoneria popolare, si tratta piuttosto di centrarsi sui concetti che sono stati generati riguardo sia le “streghe” che i loro “incontri rituali” che sono stati riadattati e ri-orientati dai successori contemporanei dell’osservanza dell’Arte, e poi applicati per i loro propositi. Questo termine descrive il modo in cui gli elementi delle tradizione stregonesca, la mitologia del Sabbath e l’immaginario sono stati impiegati nella tradizione dell’arte da cui si sono originati. Da quello che ho imparato dalle generazioni precedenti in questo tipo di Sentiero Tradizionale, l’utilizzazione dell’immaginario del Sabba si è evoluta durante un periodo, ma durante il 19esimo secolo e durante tutti il 20th secolo si è completamente trasformata in auto-coscienza. Quando l’immaginario mitico e le esperienze magiche dirette  del volo dello spirito, della riunione degli spiriti del bosco e via discorrendo coincidono, il linguaggio della simbologia del Sabba diviene un veicolo naturale nel suo impiego.
E’ utile a questo punto enfatizzare che “La Stregoneria Tradizionale” è un insieme che abbraccia diverse correnti dal punto di vista dell’iniziazione, dei rituali, dei praticanti e del legame con gli spiriti
Conosco almeno sette lignaggi in Gran Bretagna e sono abbastanza sicuro che ne esistano molti altri – ognuno con caratteristiche proprie una spiritualità indipendente. Questo si chiama “Sabbatic Craft”, come termine che unifica una “tradizione” che è legata unicamente agli specifici lignaggi convergenti e operativa nel Cultus Sabbati come corpo iniziatico. Comunque, possiamo anche definire la “Corrente Sabbatica” come una linea iniziatica di potere dello spirito che può informare chiunque sia ricettivo al suo imput, e che – quando viene intrapreso al di là dei nomi – può essere compreso con una CHIAVE verso il Disegno Segreto dell’Arte. Direi che l’origine di “Sabbatic Craft” risiede nel cerchio stesso.
RF: Puoi dirci di più riguardo al simbolismo rituale dell’Arte del Sabba dal punti di vista interno, specialmente in relazione con la coscienza?
AC: Dal punto di vista interno si può definire l’Arte del Sabba in un modo più sottile.  Gli elementi mitologici del Sabba delle Streghe possono essere trattati come simboli multivalenti, ognuno capace di mostrare innumerevoli significati, alcuni storici-temporali altri a-temporali e valevoli nell’attualità che del Sabbath come un campo di magia trascendentale. In Azoetia, ho scritto che il vero significato del Sabbath era che un crocevia di risveglio, sonno e sogni mondani, e che i Riti Sabbatici dovevano essere sperimentati dai partecipanti nella dimensione del Vero Sogno, attraverso il quale si arriva al Sabba tramite il Volo dello Spirito e si entra in compartecipazione diretta coi suoi misteri. Anche se possiamo scriverne, la verità si origina nell’inquietudine personale che può essere raggiunta se lo spirito ti accetta e ti elegge chiamandoti in sogno, o se se sei abbastanza fortunato e sei cresciuto in un lignaggio di Stregoneria Tradizionale che possiede i requisiti delle tradizione e il consenso dello spirito. Attraverso un analisi finale, l’Arte del sabba è una tradizione iniziatica e coloro che sono stati introdotti ad essa – sia da una persona che da uno spirito – possono parlarne, e anche in questo caso, con prudenza.
MH: Puoi spiegare qualcosa riguardo alla pratica di sogni a livello magico?
AC: Ogni parola, azione e pensiero può rafforzarci, creare magnetismo e stabilire un punto di ricettività per un sogno magico, così come può fare il contrario – fissando una percezione in un modo che non è recettivo – che sigilla l’anima nel corpo senza renderla ricettiva. Le spiegazioni delle pratiche oniriche vengono date in un contesto rituale perché servono ai loro stessi propositi – raffinano la conoscenza data dal sogno e rafforzano il sogno con a conoscenza. Il sogno, come la possessione, il trance e le esperienze medianiche sono di vario tipo, stabilendo una comunicazione diretta con spiriti e divinità, e queste danno vita e significato per l’informazione costante sul proprio lavoro magico.
L’Arte del Sabba impiega l’”Arcana dei Sogni” come veicolo di reificazione della conoscenza dello spirito: la materializzazione dello spirito e la spiritualizzazione della materia.

Chiunque aspiri a questo tipo di relazione con lo spirito e desideri acquisire conoscenza dalla sua attività onirica, esca e cammini durante il giorno – lontano dalla gente, tra i campi del luogo in cui vive. Essendo coscienti dei propri passi attraverso la campagna, chiedete un segnale. Se lo spirito del luogo vi accetta, un oggetto e un presagio vi sarà rivelato. Per esempio, potreste vedere un cervo bianco, un cane nero, una gazza, o potreste trovare la pietra di una strega, un radice ritorta, un formicaio distrutto o la tana di un serpente. Fissate la vostra attenzione in ogni momento su quest’oggetto e chiedete agli spiriti di aprire per voi una via. Quando vi addormenterete, tenete l’oggetto in mano e chiamate di nuovo lo spirito.
Consentendo alla consapevolezza di interagire sul sogno, ma allo stesso tempo legandola all’oggetto talismanico, stabilirete un legame  – un campo attraverso il quale possono essere intraprese nuove esplorazioni. Se avete la possibilità di camminare di notte tra i campi, consultate nuovamente gli spiriti e, se vi accettano nei sogni, vi sarà rivelata una strada. In questo caso io indico il cerchio con la mano attraverso i limiti della questione, ma facendo questo credo ai Guardiani che testeranno qualsiasi cosa a cui vogliate avvicinarvi.
Un saggio giardiniere mi disse una volta:”Un vero segreto non ha ombre”. In questo campo, anche il fatto di raccontare i propri segreti ha le sue ombre che vanno oltre la comprensione.
MH:Credi che ci sia una qualche forma di continuità storica tra quelle che chiamiamo “streghe” del passato e la Stregoneria Tradizionale come si concepisce oggi?
AC: Si, lo penso e in diversi modi.
Prima di tutto credo che ci sia una continuità nei metodi di base, nella comunione spirituale, e nei luoghi onirici. In termini di “metodo”, la pratica della Stregoneria Tradizionale cambia e si modifica da una generazione all’altra, alcune cose sono più durevoli di altre, ma nonostante alcuni spiriti continuano a mantenere un collegamento essenziale.
Parlando da un punto di vista generale: pratiche che impiegano le Parole di Potere, osservazione Duale, gli incantesimi Latini, i versi Biblici per le preghiere, la divinazione e la cura, la magia legata ai rospi, quella dei nodi, le bottiglie delle streghe sono tutte costatazioni che possiamo fare tramite il folklore del fatto che sono state usate da quelle che si chiamavano “streghe”, incantatrici, e dal sapere popolare del passato; grazie alla tradizione orale e al fatto che continui ad essere applicata – c’è ancora una Stregoneria Tradizionale e viene praticata anche oggi. Parlando da un punto di vista personale, considero vitale la sua realizzazione, specialmente in termini di conoscenza rituale, perché l’esperienza di evocare le ombre di qualcuno appartenente al proprio lignaggio e agli antenati che praticavano le arti magiche proporziona un senso di continuità reale.
Da un senso d’appartenenza a un comunità magica alla quale partecipano sia i vivi che i morti.
Questo rafforza il perpetuarsi del ricordo e stabilisce una comprensione diretta sulla propria eredità spirituale e su quella della sua comunità d’appartenenza.  Non si tratta soltanto di stabilire un ponte tra passato e presente, ma piuttosto tra i vivi e i morti che si ritrovano nel presente come una cosa sola.
Utilizzando l’analisi accademica oltre alla comprensione iniziatica si possono aprire nuove prospettive riguardo alla continuità.
Giudicando dai lavori storiografici di Henningsen, Ginzburg, Behringer, Pocs, et alia è evidente che i motivi e gli elementi del Sabba delle Streghe sono relazionati direttamente con le credenze popolari moderne, con la prassi magica e attestano un’interazione tra i sabba onirici e gli spiriti. Essendo così, c’è un chiaro collegamento con l’Arte del Sabba e la sua prassi. Ci si può chiedere perche certi tipi di prassi danno la precedenza alla comunione con alcuni spiriti e così, a cambiamenti di valori, teologia, nomi, e rappresentazioni, all’attualità dell’esperienza nella magia pratica, al congresso con lo spirito e al locus onirico mantenendo una certa consistenza con la realtà. Per comprendere le forme di continuità intrinseca è necessario non equiparare l’antichità con autenticità, la sorgente dell’Arte del Sabba è quella del Momento, al di là del passato e del futuro. La prospettiva lineare di “tempo” assunta dall’analisi storica deve essere riconosciuta come un valore limitato quando consideriamo e rappresentiamo la manifestazione di un contesto atemporale dell’esperienza.
RF: Che piani hai per i tuoi nuovi libri?
AC: Penso a dei nuovi libri in ogni senso, o piuttosto, ai loro spiriti che hanno dei piani per me!
Non ho mai pensato di scrivere dei libri “sulla” magia, ma piuttosto di scrivere libri magici – dove i testi e le immagini sono contenitori per gli spiriti, poteri e specifiche forme di conoscenza. Questo tipo di libri sono genuine Grammatiche dell’Arte e possiedono vita propria al di là della manifestazione apparente dell’autore, lettore, pagina e inchiostro. Per rispondere alla tua domanda in modo preciso, c’è un numero di lavori in corso. C’è, naturalmente, la nuova edizione d Azoetia. Questa è programmata per la pubblicazione verso la fine del 2002. Azoetia è il primo di tre grimori; il secondo dei quali è “The Draconian Grimoire”. Queste tre opere contengono rispettivamente gli Insegnamenti e la Quintessenza Magica, il “Crooked Path”, e la Via Immediata.  Così come tutti i lavori magici, la loro “nascita” deve aspettare la stagione adatta e si può solo chiedere ai lettori di essere pazienti. Io devo esserlo! Altri lavoro come Qutub e “The Grimoire of the Golden Toad” vengono aggiunti alla serie principale delle opere. Simile a questi approfondimenti è un nuovo progetto che ho cominciato e al quale intendo lavorare nei prossimi anni, chiamato, “The Unique or Monadic Trasmission Series”. Questi sono piccoli testi-grimori di cui viene fatta una sola copia. Ognuna di esse viene scritta a mano e illustrata, e accompagnata da specifici oggetti rituali. Anche questi vengono venduti, regalate o cedute secondo l’orientamento rituale, inviandoli come se fossero dei messaggeri, degli emissari che portano specifici elementi di lavoro. I “piani” per i libri magici sono vortici di volontà ossessiva che si ritorcono fino alla gestazione di “semi” di gnosi. Secondo l’applicazione pratica dell’opera, l’impeto visionario si concretizza e il “libro” prende forma.
Ogni “piano” è basato quindi in un’esplosione di creatività – in un’epifania della conoscenza dello spirito che originariamente ci sorprende, forzando un cambiamento di intenzioni e richiedendo una risposta attenta verso un nuovo cammino. Se troviamo la sorgente della visione, dobbiamo goderne – perché attraverso l’oggetto degno si rivela la vera devozione.
RF: I libri che nascono nel Culto sono tutti pubblicati dalla Xoanon. Vorresti darci una breve descrizione della nascita della Xoanon e del suo sviluppo? Cosa significa il nome e perché l’hai scelto? Avevi considerato altri nomi?
AC:”Xoanon” è un’antica parola Greca che rappresenta un effigie o l’immagine di una divinità caduta dal cielo sulla terra. Il nome è stato scelto per la casa editrice del “Cultus Sabbati” perché rappresenta il processo di reificazione dello spirito nella materia, la traduzione di testi “invisibili” a libri concreti. Io penso che il nome sia stato scelto per una scintilla d’ispirazione e non trovo ricordo che sia stato considerato nessun nome alternativo.
Xoanon fu creata nel 1992 con il proposito esplicito di pubblicare Azoetia a i futuri lavori del Culto, sia interni che esterni. Nel 1995, Xoanon fu diretta molto bene da Fulgut, che pubblicò Qutub per conto proprio e dando una grande lezione riguardo alla pubblicazione. Nel 2000, Xoanon visse una potente rinascita con il battesimo del fuoco che accompagnò la pubblicazione di Toad. Nel 2001, l’anno di Ars Philtron, Xoanon si era stabilizzata come una compagnia a responsabilità limitate sia mia che di Daniel Schulke, l’autore di quel lavoro. Questo fu il marchio che permise un’ulteriore consolidamento della Zoanon come veicolo magico di reificazione, aumentando la libertà di muoversi nello scopo di creare un ponte tra il mondo degli uomini e quello degli spiriti. La pubblicazione di Ars Philtron segnò un cambiamento estremamente importante; iniziò a muovere l’obiettivo da me come l’unica “autorità” nel Culto così come era percepito.
Spero che negli anni futuri, pubblicheremo sempre più libri di altri iniziati Sabbatici, i nostri lettori inizieranno a comprendere che il Cultus ha diverse prospettive visionarie e che ognuna ha un’importanza a sé stante e nel contesto della tradizione nel suo insieme.
MH: Riconosci il concetto di “auto-iniziazione” o “auto-dedizione” come un atto o processo legittimo per coloro che non possono o non vogliono lavorare all’interno della struttura di congrega e desiderano seguire il percorso di un praticante solitario?
AC: Si, ma preferisco utilizzare il termine “Iniziazione solitaria”. Penso che “auto-iniziazione” sia un nome sbagliato; l’iniziazione è sempre qualcosa che si relaziona con la trasformazione, che sia tra un’Apprendista e un Maestro o tra un’Aspirante e una Divinità. Ognuno di noi inizia l’altro e la relazione tra entrambi ci trasformano in un nuovo stato, di solito attraverso la trasmissione di un nuovo tipo di conoscenza all’iniziando. Nell’Arte del Sabba, l’iniziazione solitaria o “La Strada Solitaria” si riconosce come un aspetto di vitale importanza sul cammino di ogni praticante e la comprensione della “solitudine” è soggetta a diversi livelli di interpretazione.
L’autonomia è la virtù chiave, indipendentemente da quale sia la pratica in una congrega o “da soli” – con l’onnipresente compagnia degli spiriti. Riguardo ai riti d’iniziazione solitaria, sono al corrente di sette modi per indurla, e il più conosciuto è probabilmente il rituale del “Toad-bone”.
Anche se riconosco che chiunque segua la procedura di qualsiasi rito è tecnicamente capace di ricevere il completo “potere” del sangue della strega senza nessun tipo di mediazione umana e devo sottolineare che il semplice rituale non è sufficiente; l’autorevolezza guadagnata tramite questo processo deve avere l’assenso e l’accettazione di uno spirito patrono. Alcuni di questi riti sono segretamente condivisi dai diversi lignaggi dell’Antica Stregoneria, spesso usati come un legame tra l’insegnate e il suo pupillo.

RF: Sei il “Magister” del Cultus Sabbati, potresti dirci cosa significa per te personalmente e in termini di gerarchia nella tradizione?
AC: Il Culto ha molti importanti ruoli di potere che sono stati parte della Tradizione da tempo immemore. In termini generali, ci sono posizioni d’autorità che spettano a individui specifici, basandosi su conoscenze specifiche, abilità, esperienze ed esigono rispetto.
Comunque queste occupazioni possono essere anche interpretate come fasi dell’anima nel suo cammino iniziatico e sono peculiari per ogni iniziato. Mi domandi cosa significa usare il termine “Magister”. Questo, come molte questioni relative alla gerarchia e al potere, è un argomento complicato.
Secondo me il Vero Magister (o la vera Magistra) deve attenersi a quanto gli è stato insegnato da i propri iniziatori, essendo capace di raffinare e sviluppare il passato secondo la sua stessa visione, parlando chiaramente dei diversi aspetti della tradizione dentro la tradizione, ed deve essere capace di discernere, insegnare e assistere i compagni. Mentre ogni iniziato si focalizza su un unico aspetto della corrente nella sua prassi personale, il compito del Magister è quello di percepire il disegno della corrente così come questo entra nella Tradizione come un  tutt’uno.
Come conseguenza dirige la prassi della congrega e vede la coerenza del lavoro di tutti come se fosse uno. Il lavoro del Magister è servire nel comando, ed in questo modo è il Riferimento Vivente.
Ho fatto un esempio di cosa significa “magister” secondo me, non perché penso di esserlo, ma perché è una fase dell’anima degna d’aspirazione. Significa “essere” magia, non praticarla!
RF: Come possono Caino e Lilith essere associati alla Stregoneria Tradizionale Inglese come Primogenitori di una Genealogia di Streghe?
AC: Le differenti correnti della Stregoneria Tradizionale Britannica hanno diverse divinità patrone, antenati e spiriti. Essendo capaci di andare oltre le divergenze possono essere individuati alcuni elementi comuni. Ricercando tra questi filoni – tra i molti tipi di figure condivise, si può parlare del corpo di una tradizione che esiste nell’Antica Stregoneria che può essere incorporato alla fede gnostica nel Serpente Divino di Luce, nei Grigori, nei Bambini della Terra, nei Vigilanti, nel lignaggio di discendenza di Lilith, Mahazael, Caino, Tubal-Caiono, Naamah e nel Clan degli Vagabondi…fino ai giorni nostri dagli Iniziati dell’Arte. Parlando della mia conoscenza della tradizione del ofita-sabbatica nel Culto, la sua provenienza storica è prevalentemente radicata nella tradizione orale. Nonostante, al di là del passaparola, ci sono diverse connessioni che prefigurano la complessa forma dei miti odierni.
Nelle generazioni precedenti La Stregoneria Tradizionale ha condiviso certe figure con le “Societies degli Horsemanry; la devozione a Caino è uno di questi elementi. In cambio, le comparazione sulle idee riguardo al ruolo di Tubal-Cain e Naamah posso essere annoverate tra i riti vicini alla Massoneria. La Stregoneria Tradizionale ha fatto un buon uso di molti rituali magici come per esempio La Piccola Chiave di Salomone e i libri di Agrippa sulla Filosofia Occulta. Queste opere proporzionano strade per figure simili, come Lucifero, Asmodeo, Lilith e gli ArciDemoni Guardiani del circolo Magico di Mahazael.
Comunque l’enfasi sulla sacralità è invertito, un altro filone della genealogia sono ovviamente i testi biblici dove sono presenti vari elementi dei miti. Le fonti bibliche per esempio si relazionano con l’Aphocrypha, Pseudepigrapha, e con il folclore giudaico e addirittura con i testi manichei dal punto di vista delle influenze. Comunque mentre possiamo “spiegare” la presenza di Caino e Lilith ricorrendo a queste fonti, confermando qualche tipo di interdipendenza della tradizione sabbatica sulla demonologia Cristiana e Giudaica, non apprezziamo l’unico e sostanziale complesso dei miti dell’Arte. Gli Insegnamenti della Stregoneria Tradizionale utilizzano codici dell’antinomismo luciferino che comprendono Caino e Lilith, i nostri benedetti progenitori, come Portatori della Luce dell’Antico Serpente. Il superamento di Adamo da parte di Lilith e l’omicidio di Abele d parte di Caino rappresentano la trasformazione della condizione di chi non è iniziato come “argilla” a quella di “fuoco” della Conoscenza Magica. Si tratta comunque della più insignificante nella profonda vastità di questi argomenti. Come nel racconto di una separazione, ha un grande valore parlare di un altro affascinante cammino che ha influenzato la Stregoneria Tradizionale, creato dalle credenze degli zingari.
Infatti, ricordo che una volta mi è stata raccontata una storia da un amico rumeno “Una notte prima della crocifissione di Cristo, i soldati erano seduti fori per forgiare quattro lunghi chiodi per l’esecuzione. Chiesero a fabbri ebrei, giudaici e romani, ma ognuno di loro rifiutò quando seppe che i chiodi erano per la crocifissione di Gesù di Nazareth. Fuori dai cancelli della città i soldati trovarono un fabbro rumeno Non chiese per chi fossero i chiodi a quell’ora tarda della notte; aveva semplicemente bisogno di soldi. Il fabbro fu obbligato e cominciò a lavorare ai chiodi, uno per uno Comunque, mentre terminava il quarto chiodo sul fuoco, domandò per chi fosse. Una volta saputo che era per la crocifissione di Cristo, lo zingaro cessò il suo lavoro improvvisamente e scappò. Il chiodo che era stato sul fuoco non si raffreddò mai; rimase color rosso fuoco. Per questo, si dice, la maledizione perseguiti tutti i discendenti dei fabbri rumeni ovunque vadano Si dice che essi siano i discendenti di Tubal-Cain, il primo lavoratore dei metalli, che a sua volta imparò quest’Arte da Caino.
Personalmente, credo che l’Arte Antica adesso abbia preso questo chiodo.
Quando ho detto: “Il cammino del sacrificio rende grande l’uomo”.
MH: C’è nient’altro che vorresti aggiungere? Qualcosa di specifico che vorresti aggiungere ai lettori di the Cauldron?
AC: Nutrite la vostra irrefrenabile visione!

(Intervista pubblicata per la prima volta su The Cauldron, No.103. Febbraio, 2002. Copyright D.Chumbley).

 

Intervista a Michael Kelly

a cura di Carmine Mino.
trad. Sara Ballini

Buongiorno, Mr. Kelly. Prima di tutto, vorrei ringraziarla per averci dato la possibilità di sapere qualcosa di più su di lei, sui suoi libri e sul Sentiero della Mano Sinistra.


Grazie per il vostro interesse, spero di poter essere d’ispirazione perché le persone possano trasformare la propria vita in una fonte di gioia e soddisfazione.
Penso che questo sia l’obiettivo di ogni vero Iniziato.
Impariamo le chiavi che portano potere e gioia nelle nostre vite e quindi proviamo a condividere quelle chiavi con gli altri e osserviamo come trasformano le loro vite. Il loro esempio, poi, ci da nuove idee ed ispirazione a sua volta.
Tutti impariamo gli uni dagli altri, ciclicamente in ogni momento.

Penso che dovremmo iniziare da dove sono effettivamente sono cominciate le cose. L’Inghilterra è una terra piena di magia, storie e misteri. Dove sei nato e cresciuto?

Sono nato sull’isola di Man, che è una piccola isola nel mezzo del Mare d’Irlanda.
Se osservi una mappa delle isole britanniche, è proprio al centro, a metà strada tra Inghilterra, Scozia e Irlanda. In realtà è un piccolo Paese indipendente e non fa parte del Regno Unito. In effetti, vantiamo il più antico parlamento ininterrotto del mondo, Tynwald, fondato mille anni fa dai vichinghi.

 

L’isola ha un’eredità celtica molto forte, strettamente imparentata con gli irlandesi, ma questa è mescolata con i miti e le leggende norreni che sono stati portati dai norreni. Per questo motivo, c’è un ricco folklore e uno stile di vita tradizionale. Quando ero un bambino, mia nonna e mia madre mi narravano ancora i tradizionali racconti popolari di Manx e le leggende sulle fate. Ora vivo in una casetta isolata, vecchia di secoli, con tumuli in pietra neolitica, monumenti celtici e pietre runiche tutti facilmente raggiungibili a piedi. La Magia è nel mio sangue e mi circonda in ogni luogo.
L’Inghilterra può vantare molti personaggi famosi legati all’occultismo. John Dee, Austin Spare, Aleister Crowley, tra gli altri. Cosa puoi dirci della tua eredità?

Naturalmente, quando ho iniziato a studiare seriamente l’occulto, tutte e tre queste persone nominate – Dee, Crowley e Spare – sono state quelle su cui mi sono più profondamente soffermato.
Ammiro i metodi e l’immediatezza di Spare.
Ammiro il modo in cui Crowley ha prodotto un sistema integrato dal caos di informazioni e fonti contrastanti che erano disponibili ai suoi tempi, sebbene alcune persone oggi lo considerino complicato e contraddittorio, è riuscito a semplificare e snellire i principali processi e la comprensione della magia pratica.
Ho sempre sentito una forte affinità con John Dee e Edward Kelly, motivo per cui ho scritto il mio libro The Sevenfold Mystery.

Ma un personaggio che era molto più conosciuto sull’isola di Man era Gerald Gardner, il fondatore della moderna Wicca. Era un vecchietto che visse per un po’sull’isola, un eccentrico famoso e benvoluto.
Ha fondato il suo Museo della Stregoneria e della Magia in una vecchia casa-mulino, ancora conosciuta come ‘the Witch’s Mill’ed era un uomo molto più divertente e carismatico con aspetti nascosti più oscuri della maggior parte di coloro che seguono il suo sistema oggi.

Nel mio personale caso devi aggiungere a tutti questi racconti popolari sulla Magia, sia Celtica che Nordica, che mi sono stati tramandati, anche storie di strani vecchi uomini e donne che vivevano sull’Isola e che potevano sia maledire che guarire o predire il futuro. Ho attinto dagli antichi miti figure come Merlino e i druidi.
Quando si parla di druidi, oggi si tende a pensare ad una sorta di casta sacerdotale/politica, ma questa è soltanto una storia a metà. C’erano anche druidi che erano veri e propri stregoni e sono state le storie su questo genere di persone quelle che ho amato di più.Dopo essermi unito al Temple of Set nei primi anni ’90, mi sono trovato in contatto con il dott. Stephen Flowers, il maggiore esperto di storia runica e nella Magia della nostra epoca, quindi ho fatto un uso abbondante del suo lavoro per arricchire il mio.
Lavorare come scrittore richiede una certa dose di pazienza e immaginazione. Come sappiamo, non si tratta solo di esoterismo, puoi dirci di cosa parlano gli altri libri che hai scritto? Alcune delle mie fiction riflettono il tipo di temi che potresti esperire da un mago. Ho scritto tre raccolte di racconti (“For Fear of Little Men”, “Dread Souls” e “The Eldritch Isle”) che trattano rispettivamente miti celtici e leggende delle fate, vampiri e lupi mannari e orrore lovecraftiano. Ho anche scritto un paio di romanzi horror completi, uno dei quali, “Madre Terra”, ha un tema occulto. C’è anche un romanzo epico celtico ambientato nei tempi moderni, “The Wave Sweeper”.
Oltre che ai racconti mitici e horror, sono appassionato di commedia e (buona)arte e letteratura erotica. Credo sinceramente che la principale differenza tra il Sentiero della Mano Sinistra e il Sentiero della Mano Destra sia che a Sinistra accogliamo e amiamo la vita con una gioia feroce. Dovrebbe essere un percorso di passione e di risate.Ho scritto finora cinque romanzi della serie ‘Damsels’, a partire da ‘Rampant Damsels’, che sono romanzi ambientati in un mondo fantasy di pornografia, depravazione e risate. Potrebbero non essere per il gusto di tutti, ma esprimono perfettamente il mio senso dell’umorismo e il divertimento.Ho anche scritto due romanzi erotici, “Water Into Whine” e “Vicars and Tarts”, su un prete arrapato e sui suoi amici. Questi hanno un elemento comico, anche se l’accento è sull’erotico.
Volevo che fossero divertenti da leggere.
Superano tutti i miei altri romanzi, quindi devo avere il giusto equilibrio!Quindi immagino che potresti riassumere la mia narrativa con tre s: Leggende, Risate (ndt, Laughters) e Lussuria!
Certo, la vita non riguarda solo i libri e la spiritualità. Cos’altro riempie la tua vita quotidiana? Quali sono i tuoi interessi e hobby?

Vivo in una casetta isolata in un luogo di straordinaria bellezza a picco sul mare e adoro fare passeggiate nei luoghi selvaggi. Viaggio più che posso. Lavoro ancora a tempo pieno in un negozio di alimentari locale. Ho letto molto, ovviamente. Ma il mio miglior hobby e passione al di fuori della scrittura è magia da palcoscenico.Mi esibisco come mago in spettrali e bizzarri spettacoli a tema, inscenando sedute spiritiche e così via. Non solo è un grande divertimento, ma i miei apparenti “miracoli” psichici sul palco, insieme alle storie che ti dico di accompagnarli, hanno lo scopo di stimolare le menti e l’immaginazione del mio pubblico, magari portando una VERA Magia nelle loro vite nel processo.

Quando hai capito che quello che avresti fatto nella vita era scrivere?

Ho sempre scritto. Ho scritto racconti quando ero a scuola e non ho mai smesso di farlo. Quando mi sono unito al Tempio di Set, ho scritto un gran numero di articoli, una selezione dei quali appaiono come appendici del mio libro The Children of Set.Mi sono reso conto per la prima volta di poter scrivere un libro di romanzo nel 2004, quando sono stato gravemente malato per alcuni mesi. Mentre ero in convalescenza, scrissi due interi lunghi libri nello spazio di tre mesi, ed imparai che, se volevo, avrei potuto farlo facilmente.Dopo, è stata una decisione facile iniziare a scrivere i libri iniziatici, a cominciare da Apophis. Questo è stato pubblicato nel 2009, quando l’auto-editoria è diventata una scelta praticabile, ed è stata seguita da molti altri titoli a partire da allora.

 

Cominciamo a parlare dei tuoi libri. Qual’ è il tuo favorito, quel libro “speciale” di cui sei particolarmente orgoglioso?

Il mio favorito tra i libri di Magia è Draconian Consciousness, perché ha una profonda implicazione nel processo di cambiamento di vita. E’ anche il mio libro più “difficile”.
Ho provato ad esprimere idee attraverso il linguaggio, ma alcune idee sono concettualmente complicate che è molto facile per la gente che mi scrive riguardo a questo libro credere d’averlo compreso anche se poi è ovvio che non è così. Credo che sia un tipico caso che si definisce con il detto “I veri segreti dell’occulto si conservano tali per loro natura”: puoi dire qualcosa nel modo più semplice, ma attraverserà la testa di molte persone senza essere registrato, solo un Iniziato comprenderà veramente le implicazioni.
C’è una grossa differenza tra il comprendere le parole di una pagina superficialmente e assorbire veramente un concetto.

Il mio libro preferito di fiction è Damsels in Arms, il seconda della serie Damsels. Per me è la perfetta mistura di azione, personaggi oltraggiosi e commedia oscena, cosa che esprime perfettamente la mia personalità su carta stampata.

 

Gli esseri umani si sono evoluti grazie alla comunicazione e il tuo lavoro intitolato “World of Power” parla proprio dell’importanza delle parole nell’esoterismo. Sicuramente, questo libro ha richiesto studi accurati. Puoi dirci qualcosa di più a riguardo?

Penso che molte persone comprano il libro per la prima delle sue tre sezioni, che parla dell’uso di alfabeti magici, parole e nomi di potere in varie tradizioni magiche riconosciute: ebraico, rune, ogham, enochian, ecc. Questo materiale è stato raccolto da tre decenni di ricerca occulta, e può essere facilmente esplorato più in profondità nei libri raccomandati alla fine di ogni capitolo.

Secondo me, a seconda sezione del libro è più pratica e affascinante, perché discute il modo con cui usiamo le nostre lingue materne per influenzare e persuadere gli altri. Questa sezione si è plasmata tramite la poesia, la grammatica, il PNL, la suggestione ipnotica del linguaggio.
Non c’è un linguaggio più potente di quello che utilizziamo ogni giorno, della lingua con la quale PENSIAMO, perché questa è la lingua che dà forma ai nostri pensieri, che poi si trasformano nelle nostre azioni.
La maggior parte delle persone impara a parlare e lo fa automaticamente, senza pensare che sta dando forma alle proprie azioni. Chi sa usare il discorso deliberatamente e con piena conoscenza e precisione ha lo strumento più potente che esista a disposizione sulla punta della lingua.

In un senso iniziatico, la terza e ultima sezione del libro è forse la più suggestiva, anche se sospetto che è quello che molti lettori sfoglieranno senza realmente comprenderla, dato che per la maggior parte si tratta di liste di parole. E’ un modo di suggerire il potere di analizzare le parole attraverso il loro significato ed il modo in cui noi – come individui – le associamo a determinati suoni o gruppi di suoni nella nostra mente, dato che questo permette di accedere ad una chiave capace di aprire la nostra propria psiche e raggiungere le parti più profonde di noi stessi.

Questo libro tratta anche di antichi alfabeti, dove ogni segno o simbolo ha un potere magico. Quale è più vicino alla tua tradizione magica?

Ho usato tutti gli alfabeti presenti nel libro negli anni ed ho una buona conoscenza pratica di tutti. Comunque, nella mia personale pratica, sono le rune ed i caratteri ogham a predominare, insieme alla mitologia che li accompagna.

Leggere grimori medievali, alfabeti e incisioni è stata un’esperienza fondamentale. Queste antiche tradizioni sono ancora seguite e rispettate da altri maghi?

C’è un gran numero di maghi moderni che rispetta e usa il materiale dei grimori tradizionali.
Molti dei miei colleghi di “Rune-Gild” utilizzano i vecchi “libri neri” dell’Islanda come base per la loro magia.
Christopher Smith presenta un’eccellente panoramica di questi grimori nel suo libro Iceland Magic, e gran parte del materiale è anche raccolto in The Galdrabok dal Dr. Stephen E. Flowers.Il Tempio di Set ha fatto molto lavoro con i papiri magici egizi, come pubblicato su Seven Faces of Darkness di Don Webb e Hermetic Magic di Stephen E. Flowers.Osservando il campo dei tradizionali grimori europei e riportandoli alle loro radici, gli scritti di Jake Stratton-Kent sono esemplari, come la sua edizione accuratamente corretta di The True Grimoire, i due volumi di GeoSophia e il suo Pandemonium.
 ‘Draconian Consciousness’ sembra un cammino iniziatico, qual è il target di questo libro?

La maggior parte di Aphopis, che è il volume centrale di tutta la mia opera e del mio curriculum magico, è stato scritto nel 2005 o leggermente prima, per poi essere pubblicato nel 2009.
Comunque, in questi anni, e nel paio d’anni che seguirono, le mie idee e le mie pratiche non si fermarono.
Continuai a lavorare raffinando I concetti senza fermarmi. Lo faccio anche adesso.
I dettagli che riguardano le ultime fasi del mio curriculum sono abbastanza brevi in Apophis, riflettendo allo stesso tempo quello che avevo compreso in quel momento. Scrissi Draconian Consciousness per aggiungere molti più dettagli a questi concetti e pratiche più avanzate.

Quindi Draconian Consciousness è pensato per quelle persone che sono passate attraverso Apophis e scandaglia in profondità ed in modo più avanzato gli aspetti iniziatici. E’ un libro più avanzato che contiene materiale che avrebbe dovuto essere parte di Aphopis, se in quel momento l’avessi saputo.
Credo che sia una prova della mia veridicità il fatto che il mio lavoro continui a crescere ed espandersi, anche scoprendo nuove angolazioni e prospettive e visioni, e pur sempre rimanendo fedele al fulcro del curriculum e della filosofia. Così è come dovrebbe essere. Perché mai un lettore dovrebbe credere uno scrittore di occultismo che non usa il suo proprio lavoro per avanzare nel tempo?

Io penso che ognuno dei principali titoli Draconiani che ho scritto è stato un passo avanti, contendendo informazioni ed idee nuove che non c’erano nei precedenti volumi, ma rimanendo fedele ai principi dei primi scritti. Sperando che I lettori saranno capaci di percepirne la progressione, perché questo potrebbe aiutarli a vedere e comprendere il modo in cui funziona il sistema, seguendo il mio esempio.

Allo stesso modo, se hai letto l’opera di Aleister Crowley, questi cambiano nel tempo, dipendendo dal periodo della sua vita e da quando sono stati scritti. I suoi ultimo scritti, Magick Without Tears e il The Book of Thoth, sono dal punto di vista filosofico, molto più profondi dei primi lavori.

Non credere mai ad un mago che non fa magie, e non cresce visibilmente!

Va bene così. Grazie infinite per il tuo tempo. Hai qualche consiglio per chi è interessato a questi argomenti?

Leggete il più possibile, non soltanto libri relazionati con l’occultismo. Leggete libri di storia e di scienza, per avere una visione di come il mondo e la gente funziona veramente. Leggete fiction, perché questo stimola la vostra immaginazione, che è il più importante strumento dell’occultista.
Praticate regolarmente, ma seguendo il vostro ritmo.
Troppi neofiti corrono e si bruciano.
Questo è un lavoro che durerà una vita (od oltre). Prendetevi tutto il tempo che necessitate per assorbire ogni cosa nel modo conveniente.
La cosa più importante, ricordate di ridere e divertirvi.
Divertitevi in ogni momento, anche nei peggiori.
“L’esistenza è gioia pura” – Aleister Crowley

 

(c) Hekate Edizioni

 

 

Dizmah, illustratore della copertina dell’edizione italiana de “La Bibbia dell’Avversario”

Cosa rappresenta la tua Arte per te?

Attraverso l’arte dell’illustrazione posso dare una forma ai miei pensieri e sentimenti, è il modo più sincero e profondo che ho a disposizione per esprimere chi sono in realtà ad un livello sottile e allo stesso tempo bello. Avendo una certa abilità innata per il disegno e la pittura, è relativamente facile mediante quest’arte poter plasmare esattamente quello che dettano i miei pensieri, e questo è qualcosa che si è trasformato in modo naturale in uno strumento d’estrema utilità riguardo al più elevato di tutti, la Magia. Per questa ragione, attraverso la mia arte, è possibile, in modo autentico, osservare la voce della mia anima.

Cosa rappresenta per te il Sentiero della Mano Sinistra?

Il sentiero della mano sinistra (SMI) è il cammino dei ribelli, degli anticonformisti di coloro che cercano soprattutto e ad ogni costo la libertà dell’essere sotto tutti i punti di vista.
Questo può sembrare, a priori, qualcosa di facile da comprendere e praticare, ma invece è tutto il contrario. Si tratta di un cammino irto e difficile da percorrere, dove prima di tutto c’e da rendersi conto di che nasciamo schiavi in un mondo dominato da un unico dogma nascosto sotto aspetti diversi.

Nascere con la predisposizione ad adorare qualsiasi cosa che consideriamo più forte o elevata di noi, fa si che il SMI sia così arduo ed esclusivo di spiriti ardenti.
Il SMI riguarda un ampio cerchio di metodi e filosofie che sono gli strumenti di cui disponiamo per raggiungere il massimo obiettivo di essere totalmente indipendenti, e quindi, potenti.

D’altra parte è abbastanza facile perdersi in questo cammino se non si ha a disposizione una guida di base per mantenersi in salvo dai ripugnanti e lunghi tentacoli sia dei dogmi monoteisti che di qualsiasi che pretenda imporre norme restrittive sulla volontà dell’essere.
Con “guida di base” quello che voglio dire è che nessuno impara da solo dalla mattina alla sera senza nessun tipo di consiglio o guida di qualcuno che stia già percorrendo il sentiero, e anche in questa caso questa guida deve essere abbandonata una volta che si sia riscoperta la Vera Volontà di ognuno, per seguire metodi propri o che risuonino con i nostri obiettivi.

Come è possibile contattarti?
E’ possibile mettersi in contatto con me attraverso face book (Tanisam Spiritual Ikons)
o a questa mail
taninsamikons@gmail.com