Joseph Sheridan Le Fanu ovvero quando l’Irlanda si tinse di “Dark”/ Joseph Sheridan Le Fanu or when Ireland was dyed with Dark

a cura di Umberto Mori

Joseph Sheridan Le Fanu, nacque in quel di Dublino il 28 di agosto del 1814 al civico 45 di Dominick Stree, da Thomas Le Fanu e da Emma Dobin. La Dublino di quell’epoca era una città stupenda, ricca di iniziative e di stimoli culturali, così come Limerick, la città nella quale si trasferì a 12 anni insieme alla sua famiglia, lo fu in fatto di magia e soprannaturale. Infatti a detta di molte testimonianze dell’epoca, non esisteva sulla Terra un posto incantato e magico come l’Irlanda. Dopo gli studi liceali, Joseph frequentò il Dublin Trinity College, ove alcuni anni dopo si laureerà in Giurisprudenza. Nel 1839, a 25 anni, fu ammesso di diritto all’esercizio della professione forense. Le Fanu, fu comunque sempre attratto sin dall’infanzia, dai libri, dalla letteratura e da tutto ciò che gravitava intorno a ciò, sin dal 1838 infatti iniziò a pubblicare un suo scritto, “The Ghost and the Bonesetter”, che sarebbe stato il primo di una raccolta, pubblicata poi in seguito e intitolata “The Purcell papers”. Nel 1839, fu la volta di “Strange event in the life of Schalken the painter”, una cosiddetta variazione sul tema dell’amore demoniaco. Nel 1843, pubblicò “Spaltro”, un’opera pervasa da una sorta di ansia mistico-sessuale, nel 1846, scrisse e pubblicò un interessante romanzo di costume “ The Cocktail and the Anchor”, ambientato nella Dublino del XVIII secolo. L’anno seguente, fu la volta di un romanzo prettamente storico “The fortunes of Colonel Torlogh O’Brien” mentre nel 1851 ci fu la pubblicazione di una delle sue migliori opere ossia i famosi “Ghost stories and tales of Mystery”. Nel 1854, nacque il suo quarto figlio, lo scrittore si era infatti sposato nel 1843 con Susan Bennett e proprio nel 1854 scrisse e pubblicò “An account of some strange disturbances in Augier Street” un volume molto interessante e particolare. Nel 1858, a causa di una grave malattia mori’ la moglie e lo scrittore si chiuse ancor di più in se stesso.
Negli ultimi 15 anni di vita che gli rimasero, morirà infatti il 7 di febbraio del 1873 a 59 anni, Le Fanu scrisse: “The House by the Churchyard”(1861),un testo ispiratogli dalla sua infanzia; “Uncle Silas”(1864), ritenuto da molti critici letterari il suo capolavoro assoluto; “Guy Deverell”(1865); “In the Dark”(1866), libro dal titolo profetico e mefistofelico; “Haunted lives” e “Squire Toby’s hill”(1868); “The chronicles of Golden friars”(1871), in 3 volumi e infine nel 1872 il magnifico “In a glass darkly”, anche questo in 3 volumi. Praticamente dopo quest’ultima opera, Le Fanu non diede alle stampe più nulla di rilevante, a parte qualche articolo e qualche piccolo saggio di non particolare rilievo.
Tra tutto l’interessante lascito letterario del grande Joseph Sheridan Le Fanu, spicca in modo indelebile e proverbiale il racconto “Carmilla”, datato 1872, un anno prima della morte dello scrittore. Se si eccettuano “Il vampiro” di Polidori e “Frankenstein” di Mary Shelley, “Carmilla” è la prima e piu’ autentica opera letteraria Dark nel senso assoluto del termine con possenti nuances vampiresche. Pur essendo ambientata nella Stiria, mentre si legge, si ha in realtà l’impressione di essere in Irlanda, in uno di quei luoghi tipici, ove orrore, demoniaco, vampiresco e soprannaturale interagiscono tra di loro alla perfezione. “Carmilla”, anticipa di ben 25 anni, “Dracula”(1897), di Bram Stoker, in primis per l’ambientazione, il castello antico e sperduto in un luogo dimenticato dal tempo, le notti frequenti di luna piena, passi felpatissimi nella notte, canini aguzzi, desiderosi di mordere colli nivei e virginali, adorazioni sataniche e vampiri, più o meno affascinanti. Nel caso di “Carmilla” più, in quanto tra lei e Laura, la protagonista femminile del racconto, si instaura una solida amicizia che in molti tratti del libro, sembra confluire in un torbido e affascinante rapporto saffico che comunque condurrà ad una sorta di lieto e anche non lieto fine della storia. Insomma, la Stiria, nella realtà e l’Irlanda, nell’immaginario, si colorano di potenti tinte Dark/Erotico/Saffico/Vampiresche che ad onor del vero, ancora una volta, tendono a rimarcare, seppur in modo alquanto sotterraneo, che il fascino del “Diavolo”, non ha eguali e che la muliebre Bellezza gli appartiene di diritto. Ma guarda un po’!!!   

Joseph Sheridan Le Fanu or when Ireland was dyed with Dark.

Joseph Sheridan Le Fanu, was born in Dublin on August 28, 1814 at number 45 of Dominick Stree, by Thomas Le Fanu and Emma Dobin. Dublin at that time was a wonderful city, full of initiatives and cultural stimuli, as was Limerick, the city in the

which he moved to 12 years with his family, he was in the matter of magic and supernatural. In fact, according to many testimonies of the time, there was no enchanted and magical place on Earth like Ireland. After his high school studies, Joseph attended Dublin Trinity College, where he earned his law degree a few years later. In 1839, at the age of 25, he was admitted by right to practice as a lawyer. Le Fanu, however, was always attracted since childhood, come on

books, literature and everything that gravitated around the occult; in fact, starting from 1838 he began to publish a written by him, “The Ghost and the Bonesetter”, which would be the first work of a collection, later published and entitled “The Purcell papers”. In 1839, it was the turn of “Strange event in the life of Schalken the painter”, a variation on the theme of demonic love. In 1843, he published “Spaltra”, a work pervaded by a sort of mystical-sexual anxiety, in 1846, he wrote and published an interesting costume novel “The Cocktail and the Anchor”, set in 18th century Dublin. The following year, it was the turn of a purely historical novel “The fortunes of Colonel Torlogh O’Brien” while in 1851 one of his best works was published, the famous “Ghost stories and tales of Mystery”. In 1854, his fourth child was born, the writer had in fact married in 1843 with Susan Bennett and in 1854 he wrote and published “An account of some strange disturbances in Augier Street” a very interesting and particular volume. In 1858, his wife died of a serious illness and the writer withdrew even more in himself. In the last 15 years of his life that remained, in fact, he died at 59 on February 7, 1873, Le Fanu wrote: “The House by the Churchyard” (1861), a text inspired by his childhood; “Uncle Silas” (1864), considered by many literary critics to be his absolute masterpiece; “Guy Deverell” (1865); “In the Dark” (1866), a book with a prophetic and Mephistophelic title; “Haunted lives” and “Squire Toby’s hill” (1868); “The chronicles of Golden friars” (1871) in 3 volumes and finally in 1872 the magnificent “In a glass darkly”, also in 3 volumes. Practically after this last work, Le Fanu no longer published anything relevant, apart from a few articles and a few small essays of little importance.

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