Intervista a Octavia di Giordano, sacerdotessa del Tempio di Ecate Meleneimon, a cura di Atena Tempesta.

Ha senso parlare di Ecate come di una “protettrice” dalla quale “proteggersi”? La Ecate arcaica (Esiodo, Teogonia) è una protettrice benevola mentre nell’età ellenistica diventa una Dea ctonia di entità spaventose e vendicative.

Secondo me, Ecate così come è protettrice non è però una divinità “scudo” dalla quale possiamo rifugiarci, aspettando che risolva i problemi al posto nostro. Entrambi gli aspetti, protettrice e distruttrice, sono le due facce della stessa medaglia, attraverso i quali ci insegna come, incutendo timore, possiamo proteggerci da chi non è ben intenzionato.
Ha molto senso se comprendiamo che Lei ci insegna come proteggerci, ma che non risolverà i nostri problemi al posto nostro. È la “protettrice di chi protegge”, come giustamente affermi, fedele ai suoi e terribile con tutti gli altri.

Lode ad Ecate per celebrarla nel Tempio; ne avete una?

Nel mio tempio onoriamo le persone care che sono morte recentemente; celebriamo la sua presenza con il dolore nell’anima di chi ha perso i suoi cari, ma anche con la serenità di chi sa che Lei cammina tra i mondi, ed è la guida dei suoi spiriti in questo passaggio.

Le nostre lodi sono recitate come dei mantra:
“Grande Signora, Madre Oscura, vestita di nero nella notte, cammina con loro, i defunti – che siano onorati -. Silenzio e Eternità, che sia il tuo manto di tenebre a consolare la nostra mancanza.”

Utilizziamo oggetti simili ai “mala” indù, a cui ognuno aggiunge quel che preferisce, sempre che siano recitate in un numero primo di ripetizioni, e per i rituali del Santuario usiamo 89 ripetizioni del mantra.

Ecate nei trivi: quali i rituali? I greci immaginavano una Dea spaventosa con la testa cinta di serpi e tricefala, il suo arrivo era accompagnato da ululati di cani infernali e da un corteo di spiriti chiassosi. Le invocazioni e le pratiche magiche sono mirate a risvegliare queste potenze oscure?

Mi piace moltissimo questo riferimento che hai fatto, perché tutto quello che descrivi è nascosto nei suoi epiteti, anche se in realtà non devi necessariamente spaventarti se conosci e sai cosa ti aspetta. Allo stesso modo, non è nemmeno la dea quasi commerciale che ci vogliono “vendere” diversi gruppi ed associazioni, che la vedono come una madre allegra e amorosa che perdona ogni cosa.

Le nostre pratiche magiche sono molto intime, e sono sempre legata al legame del Santuario con gli Antenati. La chiamiamo e La onoriamo attraverso i nostri familiari, che sono dall’altra parte del velo, mai direttamente, e sempre perché interceda in cose che non ci sono possibili a causa delle nostre umane limitazioni. Cerchiamo di “disturbare” il meno possibile la Dea.

Anche per voi è una Dea gorgonea mostruosa? Potrebbe aver similitudini con le Erinni, Le Furie e tutte le triadi della storia? (Le Erinni erano vendicatrici)

Certamente! Lei è un mostro, rappresenta l’ombra e tutte le paure che chiunque possa provare. Questo è molto importante perché come mi domandavi prima, quello che spaventa alcuni, protegge altri. Il concetto di mostro è quasi come uno specchio. Lei riflette ciò che più temi, e gestire questa paura è nelle tue mani: puoi scoprire di cosa si tratta realmente e chi o cosa la provoca.
Si può relazionare con tutti questi mostri dalle caratteristiche vendicative e furiose – “Hekate Brimo” – con la totale certezza del fatto che anche se non vi è associata direttamente, possiamo riscontrare in lei delle forti similitudini con la dea Nemesis, secondo alcuni per tutte le donne e secondo altri soltanto per le sue devote.

Esiste una routine di gruppo oppure personale per entrare in sintonia con Ecate?

Nel Santuario, come ti raccontavo, chiediamo agli Antenati che sono trapassati tra i mondi di intercedere per noi, perché nella loro condizione e avendo attraversato il crocicchio dell’anima, sono considerati più vicini a Hecate.
Allo stesso tempo, comprendiamo che non abbiamo bisogno di entrare in contatto con Lei.
Studiamo la sua presenza nella Storia a partire da diverse fonti, e cerchiamo di essere donne sicure di noi stesse, di avere l’intelligenza e l’abilità di poter affrontare i nostri problemi per conto nostro. Per dirlo in un certo modo, impariamo da Lei ma non ci rifugiamo in Lei.
Immagina di crescere dei figli che, ormai adulti, ad ogni problema tornino a casa chiedendo aiuto perché sono incapaci di risolvere i problemi da soli; non credo che piacerebbe a nessuna madre.
Chiediamo a lei quando non troviamo una via d’uscita, o un modo di risolvere i problemi, e non perché risolva i problemi al posto nostro, ma cercando una guida ed un consiglio.
La routine in sé è personale e intima per ogni membro del Santuario. Nel mio caso, ho sempre alcuni dei suoi simboli con me, sia come tatuaggio o come ornamento o collana consacrata, e ogni notte accendo una candela sul mio altare, in onore agli Antenati, per Lei.

In Esiodo la Dea vanta un potere più unico che raro: Ella ha una parte di privilegi nel cielo, nella terra e nel mare, beneficiando della stima di Zeus come delle altre divinità e dei mortali stessi. Ha senso associarla agli Elementi e al controllo su di essi?

Personalmente – e ribadisco, personalmente – trovo che abbia senso associarla con gli elementi e la possibilità di controllo su di essi. Non si tratta di una Dea che interviene in modo aggressivo nelle questione umane anche se ne è capace, ovviamente, ma mantiene i suoi mondi per se stessa. Cosa può portarla ad intervenire nel controllo di qualcosa? E’ una divinità reattiva: arrivi tu a Lei, non è Lei che arriva a te, perché la libertà e il libero arbitrio sono necessari per avere una devozione sincera, altrimenti si creano soltanto schiavi della fede cieca.

Che rituali seguite, quali le offerte e con che frequenza vi recate al Tempio per celebrarla?

Il Santuario si trova in casa mia, anche se ha un altare gemello a Roma che partecipa a tutti i rituali, e gli altari di ognuno dei devoti, che siano membri o meno del Santuario, che siano desiderosi di partecipare a questo tipo di devozione agli Antenati attraverso di Lei.
Le nostre offerte sono sempre relazionate con gli antenati che partecipano nell’altare.
Nel mio caso, per esempio, offro cibo che piacerebbe molto a mio nonno, i fiori preferiti di mia nonna insieme con un poco del vino che le piaceva di più, e sempre cannella e rosmarino per la Dea.
Le celebrazioni ufficiali, per così dire, si tengono quando arriva la Luna Calante, e durante tutto il periodo della Luna Nera si mantiene accesa continuamente la candela che rappresenta la luce della Torcia come guida per le anime.
Questa candela sia accende e si mantiene accesa durante 9 giorni, quando ci informano del fatto che qualcuno che abbiamo amato tra i devoti, è morto. In questo modo chiediamo ad Ecate di essere la guida dell’anima del defunto.

Quali sono le epifanie mostruose di Ecate, lasua funzione di guida degli spiriti e dei fantasmi e la sua prerogativa di inviare incubi e deliri notturni?

Ecate è una sola cosa con le nostre paure, e i sogni sono il modo più diretto per affrontarle, insieme a tutto quello che cerchiamo di dimenticare nella nostra mente perché non torni mai più. Non c’è niente di più spaventoso che affrontare noi stessi, perché tutto ciò che è rappresentato da immagini mostruose e dell’altro mondo, rappresenta le nostre paure e gli aspetti peggiori di ognuno di noi.
Ecate è una dea che si trova al confine con i nostri limiti; fisici, mentali e spirituali, e ci porta verso di essi perché, quanto più affronteremo le nostre ombre, tanto più riusciremo a controllarle e non si svilupperà il processo inverso. Il suo regno delle tenebre, il suo sentiero, attraversa i sogni e lì è dove la seguiamo, imparando ad essere più forti e conoscendo la paura, imparando a riconoscerla quando arriva e a non essere indifesi. I suoi fantasmi si nutrono dei nostri ma non c’è qualcosa di sbagliato, forma parte del tutto che Lei rappresenta. I deliri che ci invia sono soltanto specchi neri dove riusciamo a vedere il nostro riflesso completo.

Quale necessità vi ha spinto a creare un Tempio in suo onore?

Secondo me, lei è la Dea che ha maggior contatto con noi nel momento del passaggio, quando arriviamo a queste tenebre che ci fanno tanta paura ma che sono come l’oscurità che ci proteggeva quando eravamo nel ventre di nostra madre. Volevo celebrare questo aspetto, queste tenebre che Lei rappresenta in tutta la sua pienezza, per tutto quello che ci aiuta non tanto qui e ora ma quando siamo persi e confusi.
Si parla molto di lei come una Dea del “qui e ora”, ma si dimentica che la sua forza sta nel “lì e dopo”.
Non ero soddisfatta vedendo i limiti che si stanno dando alla Dea, e ancora meno vedendo come certe persone si innalzano quasi a portavoce di Ecate, non solo dandole ancora più limiti, ma anche appropriandosi di ciò che le appartiene e mettendo altri muri a quello che è relazionato con la Dea o meno.
Il mio Santuario nacque per coloro che muoiono, esiste per tutti coloro che sembra abbiano smesso di esistere e celebra la ambivalenza, le mutazioni e i continui cambiamenti dei Ecate di fronte a noi.

Terminerei con una riflessione personale relativamente a questa Dea meravigliosa, che celebro nella scoperta delle mie intime ombre interiori. Il problema fondamentale nello studio delle divinità del pantheon greco è che non si prende in considerazione che la maggior parte di queste deità possiede una natura AMBIVALENTE, in grado contemporaneamente di soccorrere ma anche di nuocere, di dare così come di togliere. E’ evidente che ormai non si può procedere con l’etichettatura delle divinità antiche – e non solo di quelle greche – racchiudendole dietro definizioni e classificazioni riduttive. Così io credo che non sia giusto cercare una vera natura di Ecate, che sia benevola o malevola, crudele o clemente, perchè non si può sostenere che vi sia una sola e unica forma che esclude gli opposti. Tale ambivalenza si configura, piuttosto, come una vera e propria ambiguità, perchè la Dea è ENTRAMBE LE COSE INSIEME. Come del resto noi stessi.
Atena Tempesta

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