La Caosofia del Templum Falcis Cruentis

a cura di Paul Nunez
trad.Sara Ballini

La Caosofía del Templum Falcis Cruentis è la maggiore responsabile del crescente interesse modeno nel personaggio conosciuto come San La Muerte, di origine guaraní e sincretico a partire dai culti indigeni e dal cattolicesimo. Dalla pubblicazione del Liber Falxifer I a cura di Ixaxaar, la comunità occulta della Via Sinistra e la magia cerimoniale moderna hanno cominciato a vedere con occhi diversi la forza della morte rappresentata da Caín/Qayín e la sua particolare interpretazione.

Maggiore era la repressione cristiana verso le credenze autoctone e pagane e maggiore, in risposta, la forza che queste acquisivano generando timore in una società oppressa. Questo è il caso di San La Muerte e di molte altre divinità folckloriche. La sua negazione è stata la fonte di molto del suo potere, oltre che del suo fascino. E’ quello che accade con il voodoo, la santería, la quimbanda, i culti andini di trasmissione ereditaria o popolare e lo sciamanesimo della selva, tra gli altri. Qualcuno ha preso una via più maliziosa, mente altri cercano solo cura e protezione, e sono quelli che risvegliano pià interesse in chi comincia la sua ricerca nell’esteso sincretismo con le figure demoniache del pantheon giudaico-cristiano. Questa rivalutazione delle nostre radici è una lodevole alternativa invece della semplice accettazione di quello che viene importato in modo passivo e lo è ancora di più se consideriamo la difficoltà del lavoro, dato che le fonti non sono complete ma mutilate e cambianti nel tempo; anche se la stessa cosa potrebbe essere detta di qualsiasi mitologia. Nonostante, questo fascino per il semplice fatto di che si tratti di qualcosa di “oscuro” continua soltanto a legarci alla superficialità e alla ripetizione, e nel peggiore dei casi, ci porta a perderci. Insultare la fede delle persone non è nel nostro modo di intendere le cose, né mettere in discussione la loro affettività ma è importante ricordare che il cammino del mago è diverso da quello del religioso e che quindi accettare la poca attenzione dell’attitudine “profanatrice” degli occidentali porta ad un positivo gnosticismo. Mentre c’è chi si equilibra tra la scienza e la sperimentazione metafisica, il religioso scommette soltanto per quest’ultima senza protestare inginocchiandosi e pregando o accendendo candele mentre aspetta che succeda qualche cosa.
Questo non ci rende diversi dai sacerdoti più vicini, ne da chi sacrifica animali per curare le malattie delle persone. Il ruolo del mago è quello del saggio del villaggio ed è giusto che torni ad essere tale. Mettere in discussione la fede è proibito da Dio nella Bibbia e si punisce chi provi la magia rompendo l’ordine divino che solo Lui, può alterare. In questo, il mago, è considerato un proscritto e un nemico, anche tra i chi dovrebbe stare dalla sua parte…

La questione dei patti e dei “lavori” fatti da truffatori è anch’essa all’ordine del giorno e fioriscono specialmente in quest’ambito della magia folclorica. Con un’attitudine consapevole, una truffa potrebbe essere addirittura un beneficio per la persona costretta a confrontarsi con la realtà. Questo è un argomento che meriterebbe un articolo a parte.

Essere se stessi è la meta massima della Magia, con la M maiuscola, la realizzazione completa dell’Io nel suo potenziale, e per questo, consiste nell’imparare a riconoscere i propri limiti e le proprie trappole sia nel percorso che nella nostra mente.
Il cammino parte da dentro verso l’esterno, e ciò vuol dire che il lavoro si realizza tramite una fiamma interna dello spirito e non, per esempio, nell’unione o nel seguire un gruppo, un’ordine, una persona, etc; questo elementi possono essere un grande aiuto però se non facciamo il nostro proprio lavoro di trasformazione contribuiremo solo a quello altrui diventando una caricatura di noi stessi; dobbiamo osservare prima di tutto noi stessi per sapere che passi fare.
Galleggiamo senza controllo su un mare agitato senza una direzione fissa, attratti da quello che detta la marea nel momento ma la Magia ti insegna a nuotare e dirigere per conto tuo il tuo destino.
Sacrifica le tue divinità, fai ardere il mondo e distruggiti ogni volta sia possibile per ricostruire il tuo vero Io”

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