Gaetano Donizetti ossia colui che rese la citta’ di Bergamo, Immortale.

Cosa ascoltava Thomas Karlsson, poco più che ventenne, mentre creava le basi su cui sarebbe nato Dragon Rouge? Tra gli altri, Gaetano Donizetti! Per la nostra rubrica di musica classica, ecco un excursus di Umberto Mori.
Umberto Mori e’ nato a Roma.
Nel 2006 si e’ laureato di II livello in DISCIPLINE MUSICALI con il
massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di musica “G.Braga”
di Teramo, Istituto Superiore di Studi Musicali.
Vivacchia piuttosto bene nella citta’ che gli ha dato i natali,
interessandosi oltreche’ di Musica, di Bellezza, di Eleganza, di Poesia,
di Lettaratura e di Araldica.

In principio, furono le “Lezioni caritatevoli di musica” nel 1806 a
dare il via a tutto.
Ad esse fu ammesso Gaetano, che all’epoca aveva 9 anni, essendo nato il
29 di novembre del 1797 e furono fondate proprio in quell’anno da
Giovanni Simone Mayr(1763-1825), compositore tedesco naturalizzato
italiano.
Lo scopo di queste “Lezioni”, era fornire un’istruzione generale a chi
si iscriveva che non navigava certo nell’oro ed in particolar modo
elargire anche un’istruzione mirata alla Musica, quindi:
canto, strumento e quant’altro.
Donizetti, era di famiglia molto povera, quindi la sua presenza presso
queste “Lezioni”, fu del tutto pertinente.
Va detto che analogamente a questa iniziativa bergamasca, gia’ in
passato citta’ come Napoli nel 1537, Venezia sempre in quel periodo e
Palermo nel 1617, crearono Istituzioni simili, giustappunto per
l’infanzia abbandonata e che solo molto piu’ tardi divennero
conservatori di musica.

Gaetano Donizetti ebbe un fratello, Giuseppe Donizetti(1788-1856)
compositore anche lui che ebbe pero’ fortuna in terra musulmana ossia in
Turchia ove divenne Pascia’ Donizetti, tali erano i suoi meriti in
ambito artistico-musicale.
Gaetano, studio’ con Mayr clavicembalo e composizione per ben 9 anni
fino al 1815, poi per completare la sua formazione fu mandato in quel di
Bologna a perfezionarsi con l’eruditissimo Padre Stanislao
Mattei(1750-1825), rendendo cosi’ la sua sapienza musicale, organica,
compatta, seria e altamente professionale.
Nella musica che comporra’ durante i suoi 51 anni di vita, morira’ l’8
di aprile del 1848, Donizetti fu molto debitore nei confronti o di
compositori quali Franz Joseph Haydn(1732-1809), Wolfgang Amadeus
Mozart(1756-1791), Gioacchino Rossini(1792-1868) e anche del suo
insegnante, Mayr.
Donizetti compose ben 70 opere liriche, rappresentate nei piu’
importanti  teatri d’opera italiani dell’epoca e anche stranieri.
Inoltre, scrisse molta musica vocale di impronta sacra, una Messa da
requiem per la morte di Vincenzo Bellini(1801-1835), un Miserere, 18
quartetti per strumenti ad arco, numerosi concerti, un concertino per
clarinetto e musica varia per violino e pianoforte.
Tra le sue opere liriche piu’ famose ricordiamo: Le convenienze e le
inconvenienze teatrali(1827), Anna Bolena(1830), L’ elisir
d’amore(1832), Lucrezia Borgia(1833), Maria Stuarda(1834), Lucia di
Lammermoor(1835), Roberto Devereux(1837), Linda di Chamounix(1842), Don
Pasquale(1843) e molte altre.

Vorrei ora soffermarmi un po’ nell’analisi dell’opera:L’elisir d’amore,
melodramma giocoso in due atti, su libretto di Felice
Romani(1788-1865),da “Le philtre” del francese Eugene Scribe(1791-1861).
Romani, fu uno dei librettisti piu’ richiesti da tutti i compositori a
lui coevi, inoltre fu anche scrittore, l’opera venne rappresentata in
quel di Milano il 12 di maggio del 1832, ma non nel celeberrimo Teatro
alla Scala bensi’ nel meno famoso ma non per questo meno importante
Teatro della Cannobiana.
L’ opera ebbe subito un buon successo presso tutto il pubblico presente
alla prima rappresentazione non fosse altro per la netta distinzione dei
caratteri dei quattro personaggi principali ossia Adina, Nemorino,
Belcore e Dulcamara.
I quattro cantanti elargiscono in chi ascolta, una vocalita’ vigorosa,
originale, potente ed ispirata, ad esempio “Una furtiva lagrima” cantata
stupendamente da Nemorino nel II atto.
Vari altri numeri vocali di grande impegno espressivo, sono sparsi in
quest’opera splendida, dettata a Donizetti dal suo genio piu’ ispirato,
come un’accurata distribuzione del materiale melodico, formula forse un
po’ desueta per l’opera comica dell’epoca ma assolutamente innovativa ed
originale dal punto di vista dell’afflato.
L’ armonia quindi e di seguito la perfezione stilistica caratterizzano
quest’opera lirica conosciuta e famosa in tutto il pianeta, Luciano
Pavarotti(1935-2007) ne e’ stato il divulgatore assoluto, facendo si che
di riflesso anche Bergamo assurgesse a citta’ di splendori e fascino
immortale.
A Bergamo e’ presente un’ Universita’ degli Studi di livello pregevole
e un Conservatorio di musica intitolato a Gaetano Donizetti, Istituto
Superiore di Studi Musicali, ossia Istituzione di rango universitario.
Non c’e’ che dire, ne han fatta di strada in oltre
200 anni, quelle “Lezioni caritatevoli”.

Umberto Mori

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