INTERVISTA A LAUGRITH HEID (YLENIA OLIVERIO) – a cura di Francesca Lingesso

In occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Tröld*R: il Fjölkynngisbók – Magia, Stregoneria e Folk Nord Europeo” ho voluto proporre questa intervista all’autrice, per conoscere meglio il suo percorso di studi di una delle più antiche arti stregoniche europee dei Vani.

Ciao Ylenia, sono veramente felice di poter fare questa intervista e ti ringrazio per la tua disponibilità

D: Vorrei cominciare dall’inizi, come è cominciato il tuo “viaggio? Non solo accademico ovviamente, ma il tuo interesse per la stregoneria, considerato che sei esperta anche in Demonologia.

R: Ciao Francesca il piacere è mio! Ho iniziato molto giovane, avevo all’incirca 15 anni, nella fase della vecchia Ishtar Editrice. Internet ancora non era perfezionato quanto adesso; raccoglievo i soldi che mio padre ci dava il sabato per la consueta serata tra amici. Non uscivo per acquistare i testi di Ottavio Adriano Spinelli e di altri autori della  Goetia. Con il suo aiuto e le sue direttive ho intrapreso il percorso stregonico legato alla demonolatria.

D: Quale esoterista ha influenzato il tuo percorso, sempre che vi sia qualcuno che abbia avuto qualche influenza?

R: Ottavio Adriano Spinelli mi fu maestro di Goetia, ha segnato la mia formazione.

D: Di lavoro fai l’archeologa, c’è connessione tra il tuo lavoro e i tuoi studi, non solo accademici, nel culto della Stregoneria dei Vani?

R: Si sono Archeologo, la connessione è tanta. Grazie agli studi conseguiti sono riuscita a settorializzare e specializzare la ricerca accademica intrisa nelle pratiche che ci riproponiamo di recuperare, anche se parzialmente.

D: Vorrei porti qualche domanda accademica. Il culto dei Vani venne in qualche modo “oscurato” da quello degli Aesir. Sicuramente la causa principale è stata dei flussi migratori che venivano dalle regioni del medio Oriente che hanno subito influenze nei culti pre esistenti. Ci sono culti medio orientali antichissimi, ai primordi della civiltà, secondo te quanto hanno influito queste migrazioni in eventuali “inquinamenti” nei nostri culti Nord Europei? Anche il culto dei Vani è stato influenzato oppure è rimasto al di fuori di una possibile contaminazione?

R: Hanno influito tantissimo, anche nella radicale formazione delle civiltà germaniche e filo germaniche, soprattutto nella manifestazione del culto. Dalle ricerche archeologiche abbiamo costante prova di tale “inquinamento” che precede anche il priodo Kungan. Il culto dei Vani è stato influenzato, il contesto vanico invece ancora cela una stupenda “purezza”.

D: Hai scritto fino ad oggi cinque libri sulla stregoneria dei Vani, ogni libro è connesso all’altro. Puoi spiegare il filo conduttore dei cinque testi e perché sono usciti in questo ordine?

R: Tutti i cinque testi sono un excursus esoterico, archeologico ed antropologico sulla ricerca di un culto europeo puro da abramitismi. Il primo volume è un antologia dei vari testi che hanno ripercorso le tracce della vecchia Europa. Attraverso le Saghe ed i reperti archeologici. Il secondo volume è uno studio sulle forme di necromanzia e vendetta estratto anch’esso dalle saghe scandinave. Le forme stregoniche appartenenti a questa ricerca rispecchiano la vita, gli usi e costumi del popolo al quale fanno riferimento. Questo recupero stregonico si dissocia anche dalle forme new age e filo wiccan che hanno deturpato le prime scoperte. Il terzo dona gli spunti di un innovativa decodifica runica incentrata sull’essenza estratta dal seme degli Jötnar (Giganti). Una ricerca su base demonologica del nord europa.  Il quarto è l’evoluzione del Gigante nella figura di HelVíti (Diavolo) che introduce l’apice della manifestazione del proprio culto attraverso le ricerche archeologiche e filologiche dei reperti epigrafici e non. Tutto questo sfocia nel recupero del Folk nord europeo, che troviamo esplicato nel quinto volume.

D: Di cosa parla il tuo ultimo libro Tröld*R: il Fjölkynngisbók – Magia, Stregoneria e Folk Nordeuropeo?

R: Il quinto racchiude le forme delle radicate manifestazioni della Demonolatria del nord, attraverso il recupero di alcuni manoscritti. Dispone di un ricettario che richiede cautela nella lettura e nei propositi.

D: La stregoneria dei Vani si basa sulla necromanzia, noto tanta diffidenza (e ignoranza) riguardo a questo tipo di stregoneria soprattutto da parte di questi culti neopagani che si ispirano anche al culto norreno che di eteno non hanno nulla. Parafrasando alcune tue parole in una conferenza (che ho visto nel vostro canale Youtube), secondo te perché c’è tanta paura e diffidenza, e perché come dici tu “non si vogliono sporcare le mani” oppure è solo questione di ignoranza?

R: La necromanzia differisce in molti aspetti dalle pratiche negromantiche. Il termine negromanzia che noi tendiamo ad allontanare dalla vecchia europa, non ha nulla a che fare con il colore della pelle come alcuni “ignoranti” insinuano verso chiunque con orgoglio difende le proprie radici europee. Una (la negromanzia) costringe in atto divinatori e non, il morto ad un “opera”; l’altra (la necromanzia) utilizza il materiale del morto in opere specifiche di stregoneria, che nel nostro caso racchiudiamo nelle pratiche note come Spá ók Sýn e Tröldr. Noi non siamo i portatori di una conoscenza assoluta ma difendiamo ciò che è europeo dalla mescolanza con altre arti che non ci appartengono. Puntiamo su una differenziazione e valorizzazione, non sulla discriminazione. Molti gruppi ed artigiani usano le ossa come materia prima, ma se questa non subisce una “pulizia” ci portiamo a casa anche le sofferenze dell’animale cui sono appartenute. Accettare questa verità è difficile per chi opera con presunzione e superficialità. Io credo che l’arte delle ossa debba essere propria di un esoterista con un bagaglio di studi consoni alla propria specifica. Lo “sporcare le mani” è un modus stregonico di demonolatria, che permette di scindere la materia e plasmarla. Tanta la paura, tanta la diffidenza, tanta l’ignoranza e tanta materia “alfoide” ne ostacolano lo sviluppo in Italia.

D: Rimanendo sul discorso dei movimenti neo pagani, sappiamo che negli ultimi decenni, le Rune sono state sfruttate fino all’osso, con centinaia di pubblicazioni, questo ha sempre innescato in me molta rabbia poiché la mancanza di rispetto verso questo antico verbo degli Dei, non è per tutti, ho sempre cercato di dissuadere le persone a fare un uso improprio delle Rune. Quale consiglio puoi dare a quelle persone che hanno veramente il desiderio di studiare a fondo e accedere a un percorso “iniziatico” (perché sono legate a dei culti) senza incappare nei soliti “manuali pratici”?

R: Le nostre battaglie verso le concezioni fittizie ed improprie di tipo neopagano, ci spingono a consigliare lo studio dei manoscritti, delle saghe e delle opere di autori che non risentano della vicinanza del Vaticano.

D: Ti vorrei porre una domanda che mi sta particolarmente a cuore poiché io amo le entità dei Giganti del Nord, sono particolarmente legata a due di questi: Surtr e Loki. Quanto sono vicini come visione e culturalmente le entità che in altre culture esoteriche chiamiamo Demoni?

R: Il Demone per inteso dalla nostra tradizione è asettico dalle forme Cristiane di avversario, ma si accorpa alla forma greca nota di conoscitore estremo e puro della Sapienza Occulta. Io sono personalmente sono vicina alla figura del mai nato e mai morto, ovvero Surtr e sono affascinata dalla figura di Loki che è strettamente connesso alle nostre pratiche in se conserva l’arte della Trasformazione Stregona.

D: Ora vorrei affrontare un argomento che interesserà le utenti femminili e riguarda una meravigliosa figura della cultura Nord Europea più rivolta al passato che al presente: La Völva. Con il dilagare delle religioni abramitiche la società europea ebbe un involuzione riguardo al femminino e al ruolo della donna in tutti sensi, trasformandosi in società patriarcali. Quale era il suo ruolo nelle società antiche Nord Europee? Era temuta o rispettata?

R: Com’è bella questa domanda!

Posso tranquillamente affermare che addirittura adesso viene deturpata dai neopagani, ancora per le influenze abramitiche dai cui affermano di essere lontani, ma in realtà ne sono altamente influenzati. La Völva è la prima manifestazione stregonica di forma scandinava. È lo “sciamano”, la strega, il canale in costante mutamento ed in costante comunicazione con i piani dell’Yggdrasil. Questa figura non ha nulla a che vedere con: orge, rituali fallocentrici ed offese omofobe a cui vogliono prepotentemente accorpare.

La donna ha un ruolo fondamentale nella società nord europea. Era rispettata, ascoltata ed onorata. In tutte le sue manifestazioni, terrene e non.

D: Parliamo della vostra associazione culturale “Il bosco di Chiatri”, come è nato questo progetto? In quest’Italia cattolica è stato un atto coraggioso da parte vostra e per questo avete tutta la mia stima.

R: L’associazione “Il Bosco Di Chiatri” nacque quando misi piede nella stupenda terra toscana, con l’unione dell’intento mio e del nostro editore Anna Lisa Oliverio, di rifondarvi un’area di culto politeistico su territorio longobardo.  Abbiamo settorializzato con gli anni il “forn siðr“eteno aprendo al suo interno le sezioni Vanatrú Italia e Thursatrú Italia. E‘ stata dura all‘inizio ma lo è molto di piu ora.

D: Chiudiamo questa intervista con una domanda di prassi. Quali sono i tuoi progetti futuri?

R: Lo scopo di questa evoluzione è ripercorrere il passato più nascosto. Quindi i nostri progetti futuri sono legati al ritorno della purezza stregonica. Auspichiamo al risveglio del Drago o per dirla alla maniera etena al migliore dei Ragnarök.

 

Ti ringrazio ancora infinitamente per questa intervista, vuoi aggiungere qualcosa?

Grazie a te e Sara per la gentilezza e l’ascolto, vi aspetto ad uno dei nostri Blót.

 

 

 

 

 

Biografia dell’autrice (tratto dal libro in copertina)

 

Ylenia Oliveiro, residente in Toscana. Laureata in Filosofia e Storia. Vecchio ordinamento. Master post Laurea in Beni archeologici, Master in Preserving and Increasing Value of Cultural Heritage, conseguito a Roskilde (Copenaghen). Ulteriore integramento post Laurea in Scienza dei beni Archeologici. Archeologo da oltre dieci anni, specializzata in scavo in cantieri urbani. Ha incentrato la sua attenzione verso i culti dell’Europa del Nord durante la sua permanenza nel Canton Ticino per stages formativi al Centro Studi Internazionali Luganesi. Presidente dell’Associazione del culto Politeistico: Il bosco di Chiatri, svolge attività di formazione e informazione in Italia ed in Europa per la promozione, divulgazione e rivalutazione del Culto Vanico dell’Europa Autoctona del Nord. Presidente anche della fazione Vanatrù Italia Forn Siðr Europeo incorporato nella stessa Associazione del Bosco di Chiatri, legalmente riconosciuta sia in Europa che per lo stato Italiano a scopo religioso e di culto. Ha collaborato con il gruppo archeologico di Yorkshire, per la didattica formativa, con la stesura di corsi di tradizione scandinava e runologica svolti presso l’antica aria di Jorvik (York Museum) e presso Halifax (West Yorkshire).

 

Fondatrice del sito http://www.vanatru.it e relatrice in conferenze e seminari svolti sia in Italia sia all’estero. Alcuni di questi sono consultabili presso il canale Youtube <Il Bosco di Chiatri>.

 

Bibliografia autrice: Laugrith Heid (Ylenia Oliveiro)

 

La stregoneria dei Vani, Collana il Bosco di Chiatri Vol. I Editore AnaelSas Edizioni 2015

 

Kindrùnar. Le rune della stirpe- Grimorio Necromantico , Collana il Bosco di Chiatri  Vol II Editore AnaelSas Edizioni 2016

 

Rùn. I tre aspetti della runa , Collana il Bosco di Chiatri Vol III Editore AnaelSas Edizioni 2017

 

Helvìti Svarturgaldur- Manuale pratico Opera Necromantica Nord Europea , Collana il Bosco di Chiatri Vol IV Editore AnaelSas Edizioni 2018

 

Tröld*R: il Fjölkynngisbók – Magia, Stregoneria e Folk Nord Europeo , Collana il Bosco di Chiatri Vol V Editore AnaelSas Edizioni in uscita il 9 giugno 2019

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