La Marchesa Casati Stampa, l’aristocratica che invento’ lo Stile Dark e anche altro…di Umberto Mori.

Tom Antongini, segretario privato di d’Annunzio, rivelo’ un giorno che il 20 di giugno 1915, lo scrittore partecipo’ ad una sorta di rito satanico presso le catacombe di Via Appia in Roma, insieme ad una medium piuttosto famosa all’epoca e insieme ad una NobilDonna altrettanto famosa all’epoca, la Marchesa Casati Stampa.
In seguito d’Annunzio avrebbe inmortalato su carta questo avvenimento intitolandolo:
L’ hivresse pareille a’ l’ hallucination.
In seguito pero’ il poeta distrusse questo scritto, senza un preciso motivo.
Questo singolare antefatto, ci da gia’ un’ idea della forte personalita’ di Luisa Amman, nata a Milano il 23 di gennaio 1881, in una famiglia molto ricca, una delle piu’ benestanti dell’epoca. Ebbe anche una sorella, nata nel 1879 e deceduta purtroppo giovane nel 1919.

Dopo aver ricevuto un’ educazione piuttosto spartana, nel 1900 Luisa sposo’ l’ aristocratico Camillo Casati Stampa di Soncino(1877-1946), diventando Marchesa.
Il matrimonio nel 1901 fu allietato dalla nascita di una bambina, Cristina.
Intorno al 1903, il matrimonio era pero’ gia’ naufragato e fu proprio in questo periodo che la Marchesa conobbe d’Annunzio, nelle campagne di Gallarate durante una giornata di caccia alla volpe.
Fu amore quasi a prima vista tra i due, in seguito pero’ si trasformo’ in una solida amicizia, tenuta salda da vari inteteressi in comune.
Dopo la separazione dal marito, Luisa divenne poco a poco Icona di Stile assurgendo al superbo ruolo di Opera d’Arte vivente.
Morti i genitori, lei e la sorella divennero ricchissime, Luisa in particolare,acquisto’ il bellissimo e splendido Palazzo Ca’ Venier Leoni, sul Canal Grande in Venezia, arredandolo con mobili, arazzi, tappeti, specchi, animali esotici e quant’altro.
Ovviamente, tutto di grande valore artistico-finanziario, diventando di conseguenza una delle NobilDonne piu’ eccentriche e stravaganti della sua epoca, se non la piu’ di tutte.

Tra le sue stravaganze piu’ celebri e riuscite dell’epoca si ricordano: le promenades per le calli veneziane con ghepardo o pantera al guinzaglio, un pitone vivo avvolto intorno al collo a guisa di scialle con al seguito servitori di colore seminudi.
Inoltre, celeberrimi divennero i 3 sontuosi ricevimenti nel 1913 in Piazza S. Marco, appositamente affittata, in cui vennero ospitati gli aristocratici europei piu’ importanti di quel periodo storico.
Come detto prima, fu Opera d’Arte vivente ma divenne tale solo dopo aver lungamente lavorato sulla propria trasformazione fisica.
Ad esempio: dimagri’ molto, acquisi’ una pelle sempre piu’ candida, tinse di rosso fuoco i suoi scuri capelli, indosso’ abiti sempre piu’ costosi, spesso disegnati da lei e riempi’ i suoi magnetici occhi di “Belladonna”, un liquido che serviva a far dilatare le pupille, conferendole il demoniaco aspetto di Femme Fatale.
Ma soprattutto, Luisa Casati Stampa fu colei che invento’ lo Stile Dark ossia un intenso e marcato trucco nero sulle palpebre e intorno agli occhi.
Un trucco che molti decenni dopo fara’ impazzir i seguaci, uomini e donne, dei vari movimenti Black, Metal, Dark e Goth.

Una Donna cosi’ quindi non passo’ certo inosservata, soprattutto nei riguardi di artisti a lei coevi e molto famosi come Giovanni Boldini(1842-1931) che la ritrasse in un quadro divenuto celebre in tutto il mondo.
Va sottolineato che la Marchesa nutriva una morbosa e quasi ossessiva passione per le Arti Occulte in particolare per le sedute spiritiche, eventi in cui per vari anni coinvolse il curiosissimo d’Annunzio.
Si puo’ dire che partecipasse ad una seduta quasi ogni giorno, insieme a pochi eletti e anche il giorno della sua morte, avvenuta a Londra il 1 di giugno 1957, ove viveva in condizioni di estrema indigenza, partecipo’ ad un cotal evento.
Si, avete letto bene, “estrema indigenza”, la Marchesa infatti, dopo aver vissuto un’esistenza votata al lusso piu’ ostentato e sfrenato, dilapido’ tutto il suo ingente patrimonio, arrivando ad accumulare debiti per circa 25 milioni di dollari!
A Londra viveva la figlia Cristina.
D’Annunzio che aveva l’abitudine di conferire soprannomi alle sue amanti, chiamo’ Luisa, Kore’-Regina degl’Inferi e sicuramente durante le sue splendide promenades veneziane, diurne e notturne lo fu assolutamente, in modo impeccabile.
Un’affascinante Demone femminile votato completamente alla Bellezza Immortale ossia l’ Opera d’Arte vivente.
Grazie Luisa, immensamente grazie per cio’ che ci hai donato.

Umberto Mori

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