Un’intervista con Andrew D.Chumbley di Michael Howard e Robert Fitzgerald

tradotto da Sara Ballini

MH: Qual è la tua interpretazione del termine “Magia” e cosa significa per te in senso pratico?
AC: Vorrei dare due interpretazioni.
Per quanto riguarda la prima, proporrei la seguente definizione: “La Magia è la trasmutabilità della Quintessenza di tutta la Natura”. Questo vuol dire che “Magia” è tutto il potenziale del potere di cambiamento che caratterizza qualsiasi cosa che esista.
Per la seconda, suggerirei una distinzione tra “Magia” come “Potere” e “Stregoneria” come la capacità di manipolare quel potere tramite la conoscenza: “La Stregoneria è la conoscenza dei punti universali di trasmutazione. E’ l’Arte di coltivare l’abilità di manipolare queste sorgenti di potere in accordo con la Volontà, il Desiderio e la Fede.” In termini pratici, Considero la Stregoneria come la conoscenza dei principi fondamentali e delle “lettere sacre” che governano il controllo, la manipolazione e l’applicazione delle forze magiche. Questi principi sono costituiti dall’Alfabeto dello Stregone.
Quando vengono focalizzati tramite un rituale, questi determinano il campo d’azione della propria esistenza nella sua unicità. I Principi della Quintessenza Magica sono usati per coordinare le forze e le forme, per creare strategie di comportamento e per rafforzare le espressioni dell’estasi creativa.
Il Rituale, l’arte magica “par eccellence”, rivela una nuova comprensione della conoscenza stregonesca tramite il sentiero che lega ogni momento all’altro – ogni realizzazione all’altra  e porta la coscienza alla Gnosi. La Magia in questo senso porta alla diretta realizzazione della Verità, l’apoteosi mistica dell’Arte Magica. In un senso più pragmatico, la magia è il potere di benedire, maledire, attrarre, allontanare, chiamare, bandire, curare, ferire, legare o liberare.
Credo che l’Arte del Sabba riunisca sia l’aspetto mistico che quello pragmatico per creare una “Stregoneria Trascendentale”. In ogni caso, sia che si tratti di un’applicazione alta o bassa, la magia centra i passi e relaziona lo spirito con la sua localizzazione – ovunque si vaghi con il pensiero, la parola o l’azione.
Infine, aggiungerei questo: la Magia porta ognuno di noi ad incontrarsi con la Morte prima ancora di morire e questo proporziona una saggezza eterna in vita. La Luce della Magia rivela ciò che è Sophia sotto la maschera della Morte più Folle.
RF: Definisci il “Crooked Path Sorcery”(il cammino tortuoso della Stregoneria, ndt). Da dove viene questo termine?
AC: Il termine “Crooked Path Sorcert” si riferisce a uno specifico corpo d’Insegnamenti e Rituali che fanno parte de cerchio interno del Cultus Sabbati. E’ diverso da gli altri insegnamenti della Tradizione Sabbatica per il suo particolare tipo di prassi rituale, per la sua cosmogonia chiaramente ofidiana e il suo vario pantheon così come per la sia peculiare etica e prassi rituale. La maggior parte del corpo degli insegnamenti del “Crooked Path” è contenuta ne “The Draconian Grimoire” che verrà pubblicato in due tempi diversi.
In un senso più generale, “Crooked Path” o Via Tortuosa implica un continua gnosi, il cammino dell’Illuminazione che lega un momento di visione interiore con un altro che implica la capacità di usare entrambe le mani allo stesso tempo – sia per curare che per ferire, sia per benedire che per maledire; sottolinea come la saggezza sia simile alla lama del rasoio che scaturisce dalla trascendente congiunzione dei contrari.
Entrando nello specifico, la Via Tortuosa è relativa al ciclo dei riti misterici che possono essere considerati come l’iniziazione alla Via Draconiana – nel cammino del Grande Drago Azhedeha. In essenza, gli insegnamenti del “Crooked Path” portano al significato diretto dell’auto-iniziazione nel Conoscenza della Quintessenza Magica.
MH: Cosa rappresenta esattamente il Cultus Sabbati nel suo aspetto esterno e pubblico?
AC:”Cultus Sabati”, letteralmente “rappresenta” la Tradizione Sabbatica; dal punto di vista esterno ri-orienta nell’attualità gli aspetti interni alla Tradizione pubblicando testi e immagini – libri, articoli, ed espressioni artistiche. In questo senso può essere descritto meglio con la proiezione magica esterna di quello che è Nascosto agli Occhi.
RF:Dato che il Culto è limitato a un circolo chiuso, a cui si viene ammessi soltanto tramite formale invito, ci si domanda quale sia il proposito di questa “maschera” esterna. Perché pubblicare, perché essere “visti”?
AC: Questa è una domanda che ci poniamo spesso con lo scopo di verificare la nostra razionalità. Un aspetto molto significativo è la proiezione magica del Culto che opera come un faro per una Corrente, che è un punto di riferimento e di orientamento per molte manifestazioni relative alla Stregoneria Tradizionale.
Varie diramazioni dell’osservanza tradizionale, che altrimenti non sarebbero si sarebbero mai incontrate lo hanno fatto, comunicando ed agendo da fertilizzante l’una per l’altra, semplicemente perché il Culto è stato “visibile” in termini essoterici, mentre allo stesso tempo è stato riconoscibile in termini di conoscenza esoterica.
Lavori composti magicamente possono confluire in molti “testi” alla volta; una singola parola può aprire molti cammini sconosciuti. Quando un occhio incontra l’altro sappiamo che non è importante che maschera indossi. Personalmente io ritengo che il merito delle nostre “azioni” esterne risieda nel consolidare la Tradizione e in una rispettosa comunione tra spiriti simili nell’Arte Magica.
Allo stesso tempo, è importante per ognuno di noi riconoscere che i libri magici e le immagini possono – se presentati in modo appropriato – lavorare più velocemente come semi di vita per il risveglio iniziatico in un gruppo di praticanti, sia solitari che appartenenti a una congrega, essendo spesso strade aperte  di contatto spirituale diretto e di auto-iniziazione. Io credo che i libri magici e gli artefatti operino come entità per conto proprio, che siano spiriti familiari e daimons che possono servire, testare, portare gli individui a riunirsi, portare a nuove realizzazioni, rivelare sogni, funzioni e presagi, possono aprire un sentiero a qualcosa che aspiriamo o chiuderlo per sempre.
Parlando di me, libri come Azoetia sono lettere d’amore mistiche a sconosciuti che altrimenti non avrei mai incontrato. La comunicabilità dell’ispirazione è ciò che garantisce la validità spirituale.
La rappresentazione esterna del “Cultus Sabbati” permette alla Corrente di comunicare ma rimanere, al suo interno, qualcosa di indefinito.
MH: Cos’è esattamente “Sabbatic Craft” (L’Arte del Sabba, ndt)? Quali sono le origini del suo nome?
AC: Da un punto di vista esterno la definizione “Sabbatic Craft” descrive il corpo delle pratiche magiche che l’auto-coscienza attraverso il quale l’auto-coscienza utilizza l’immaginario e i miti delle “Streghe del Sabba” come codice cifrato di rituali, insegnamenti e gnosi. Non è la stessa cosa che praticare sempre gli stessi rituali ed utilizzare sempre gli stessi modi come presunte “streghe” o quello che è storicamente attestato come stregoneria popolare, si tratta piuttosto di centrarsi sui concetti che sono stati generati riguardo sia le “streghe” che i loro “incontri rituali” che sono stati riadattati e ri-orientati dai successori contemporanei dell’osservanza dell’Arte, e poi applicati per i loro propositi. Questo termine descrive il modo in cui gli elementi delle tradizione stregonesca, la mitologia del Sabbath e l’immaginario sono stati impiegati nella tradizione dell’arte da cui si sono originati. Da quello che ho imparato dalle generazioni precedenti in questo tipo di Sentiero Tradizionale, l’utilizzazione dell’immaginario del Sabba si è evoluta durante un periodo, ma durante il 19esimo secolo e durante tutti il 20th secolo si è completamente trasformata in auto-coscienza. Quando l’immaginario mitico e le esperienze magiche dirette  del volo dello spirito, della riunione degli spiriti del bosco e via discorrendo coincidono, il linguaggio della simbologia del Sabba diviene un veicolo naturale nel suo impiego.
E’ utile a questo punto enfatizzare che “La Stregoneria Tradizionale” è un insieme che abbraccia diverse correnti dal punto di vista dell’iniziazione, dei rituali, dei praticanti e del legame con gli spiriti
Conosco almeno sette lignaggi in Gran Bretagna e sono abbastanza sicuro che ne esistano molti altri – ognuno con caratteristiche proprie una spiritualità indipendente. Questo si chiama “Sabbatic Craft”, come termine che unifica una “tradizione” che è legata unicamente agli specifici lignaggi convergenti e operativa nel Cultus Sabbati come corpo iniziatico. Comunque, possiamo anche definire la “Corrente Sabbatica” come una linea iniziatica di potere dello spirito che può informare chiunque sia ricettivo al suo imput, e che – quando viene intrapreso al di là dei nomi – può essere compreso con una CHIAVE verso il Disegno Segreto dell’Arte. Direi che l’origine di “Sabbatic Craft” risiede nel cerchio stesso.
RF: Puoi dirci di più riguardo al simbolismo rituale dell’Arte del Sabba dal punti di vista interno, specialmente in relazione con la coscienza?
AC: Dal punto di vista interno si può definire l’Arte del Sabba in un modo più sottile.  Gli elementi mitologici del Sabba delle Streghe possono essere trattati come simboli multivalenti, ognuno capace di mostrare innumerevoli significati, alcuni storici-temporali altri a-temporali e valevoli nell’attualità che del Sabbath come un campo di magia trascendentale. In Azoetia, ho scritto che il vero significato del Sabbath era che un crocevia di risveglio, sonno e sogni mondani, e che i Riti Sabbatici dovevano essere sperimentati dai partecipanti nella dimensione del Vero Sogno, attraverso il quale si arriva al Sabba tramite il Volo dello Spirito e si entra in compartecipazione diretta coi suoi misteri. Anche se possiamo scriverne, la verità si origina nell’inquietudine personale che può essere raggiunta se lo spirito ti accetta e ti elegge chiamandoti in sogno, o se se sei abbastanza fortunato e sei cresciuto in un lignaggio di Stregoneria Tradizionale che possiede i requisiti delle tradizione e il consenso dello spirito. Attraverso un analisi finale, l’Arte del sabba è una tradizione iniziatica e coloro che sono stati introdotti ad essa – sia da una persona che da uno spirito – possono parlarne, e anche in questo caso, con prudenza.
MH: Puoi spiegare qualcosa riguardo alla pratica di sogni a livello magico?
AC: Ogni parola, azione e pensiero può rafforzarci, creare magnetismo e stabilire un punto di ricettività per un sogno magico, così come può fare il contrario – fissando una percezione in un modo che non è recettivo – che sigilla l’anima nel corpo senza renderla ricettiva. Le spiegazioni delle pratiche oniriche vengono date in un contesto rituale perché servono ai loro stessi propositi – raffinano la conoscenza data dal sogno e rafforzano il sogno con a conoscenza. Il sogno, come la possessione, il trance e le esperienze medianiche sono di vario tipo, stabilendo una comunicazione diretta con spiriti e divinità, e queste danno vita e significato per l’informazione costante sul proprio lavoro magico.
L’Arte del Sabba impiega l’”Arcana dei Sogni” come veicolo di reificazione della conoscenza dello spirito: la materializzazione dello spirito e la spiritualizzazione della materia.

Chiunque aspiri a questo tipo di relazione con lo spirito e desideri acquisire conoscenza dalla sua attività onirica, esca e cammini durante il giorno – lontano dalla gente, tra i campi del luogo in cui vive. Essendo coscienti dei propri passi attraverso la campagna, chiedete un segnale. Se lo spirito del luogo vi accetta, un oggetto e un presagio vi sarà rivelato. Per esempio, potreste vedere un cervo bianco, un cane nero, una gazza, o potreste trovare la pietra di una strega, un radice ritorta, un formicaio distrutto o la tana di un serpente. Fissate la vostra attenzione in ogni momento su quest’oggetto e chiedete agli spiriti di aprire per voi una via. Quando vi addormenterete, tenete l’oggetto in mano e chiamate di nuovo lo spirito.
Consentendo alla consapevolezza di interagire sul sogno, ma allo stesso tempo legandola all’oggetto talismanico, stabilirete un legame  – un campo attraverso il quale possono essere intraprese nuove esplorazioni. Se avete la possibilità di camminare di notte tra i campi, consultate nuovamente gli spiriti e, se vi accettano nei sogni, vi sarà rivelata una strada. In questo caso io indico il cerchio con la mano attraverso i limiti della questione, ma facendo questo credo ai Guardiani che testeranno qualsiasi cosa a cui vogliate avvicinarvi.
Un saggio giardiniere mi disse una volta:”Un vero segreto non ha ombre”. In questo campo, anche il fatto di raccontare i propri segreti ha le sue ombre che vanno oltre la comprensione.
MH:Credi che ci sia una qualche forma di continuità storica tra quelle che chiamiamo “streghe” del passato e la Stregoneria Tradizionale come si concepisce oggi?
AC: Si, lo penso e in diversi modi.
Prima di tutto credo che ci sia una continuità nei metodi di base, nella comunione spirituale, e nei luoghi onirici. In termini di “metodo”, la pratica della Stregoneria Tradizionale cambia e si modifica da una generazione all’altra, alcune cose sono più durevoli di altre, ma nonostante alcuni spiriti continuano a mantenere un collegamento essenziale.
Parlando da un punto di vista generale: pratiche che impiegano le Parole di Potere, osservazione Duale, gli incantesimi Latini, i versi Biblici per le preghiere, la divinazione e la cura, la magia legata ai rospi, quella dei nodi, le bottiglie delle streghe sono tutte costatazioni che possiamo fare tramite il folklore del fatto che sono state usate da quelle che si chiamavano “streghe”, incantatrici, e dal sapere popolare del passato; grazie alla tradizione orale e al fatto che continui ad essere applicata – c’è ancora una Stregoneria Tradizionale e viene praticata anche oggi. Parlando da un punto di vista personale, considero vitale la sua realizzazione, specialmente in termini di conoscenza rituale, perché l’esperienza di evocare le ombre di qualcuno appartenente al proprio lignaggio e agli antenati che praticavano le arti magiche proporziona un senso di continuità reale.
Da un senso d’appartenenza a un comunità magica alla quale partecipano sia i vivi che i morti.
Questo rafforza il perpetuarsi del ricordo e stabilisce una comprensione diretta sulla propria eredità spirituale e su quella della sua comunità d’appartenenza.  Non si tratta soltanto di stabilire un ponte tra passato e presente, ma piuttosto tra i vivi e i morti che si ritrovano nel presente come una cosa sola.
Utilizzando l’analisi accademica oltre alla comprensione iniziatica si possono aprire nuove prospettive riguardo alla continuità.
Giudicando dai lavori storiografici di Henningsen, Ginzburg, Behringer, Pocs, et alia è evidente che i motivi e gli elementi del Sabba delle Streghe sono relazionati direttamente con le credenze popolari moderne, con la prassi magica e attestano un’interazione tra i sabba onirici e gli spiriti. Essendo così, c’è un chiaro collegamento con l’Arte del Sabba e la sua prassi. Ci si può chiedere perche certi tipi di prassi danno la precedenza alla comunione con alcuni spiriti e così, a cambiamenti di valori, teologia, nomi, e rappresentazioni, all’attualità dell’esperienza nella magia pratica, al congresso con lo spirito e al locus onirico mantenendo una certa consistenza con la realtà. Per comprendere le forme di continuità intrinseca è necessario non equiparare l’antichità con autenticità, la sorgente dell’Arte del Sabba è quella del Momento, al di là del passato e del futuro. La prospettiva lineare di “tempo” assunta dall’analisi storica deve essere riconosciuta come un valore limitato quando consideriamo e rappresentiamo la manifestazione di un contesto atemporale dell’esperienza.
RF: Che piani hai per i tuoi nuovi libri?
AC: Penso a dei nuovi libri in ogni senso, o piuttosto, ai loro spiriti che hanno dei piani per me!
Non ho mai pensato di scrivere dei libri “sulla” magia, ma piuttosto di scrivere libri magici – dove i testi e le immagini sono contenitori per gli spiriti, poteri e specifiche forme di conoscenza. Questo tipo di libri sono genuine Grammatiche dell’Arte e possiedono vita propria al di là della manifestazione apparente dell’autore, lettore, pagina e inchiostro. Per rispondere alla tua domanda in modo preciso, c’è un numero di lavori in corso. C’è, naturalmente, la nuova edizione d Azoetia. Questa è programmata per la pubblicazione verso la fine del 2002. Azoetia è il primo di tre grimori; il secondo dei quali è “The Draconian Grimoire”. Queste tre opere contengono rispettivamente gli Insegnamenti e la Quintessenza Magica, il “Crooked Path”, e la Via Immediata.  Così come tutti i lavori magici, la loro “nascita” deve aspettare la stagione adatta e si può solo chiedere ai lettori di essere pazienti. Io devo esserlo! Altri lavoro come Qutub e “The Grimoire of the Golden Toad” vengono aggiunti alla serie principale delle opere. Simile a questi approfondimenti è un nuovo progetto che ho cominciato e al quale intendo lavorare nei prossimi anni, chiamato, “The Unique or Monadic Trasmission Series”. Questi sono piccoli testi-grimori di cui viene fatta una sola copia. Ognuna di esse viene scritta a mano e illustrata, e accompagnata da specifici oggetti rituali. Anche questi vengono venduti, regalate o cedute secondo l’orientamento rituale, inviandoli come se fossero dei messaggeri, degli emissari che portano specifici elementi di lavoro. I “piani” per i libri magici sono vortici di volontà ossessiva che si ritorcono fino alla gestazione di “semi” di gnosi. Secondo l’applicazione pratica dell’opera, l’impeto visionario si concretizza e il “libro” prende forma.
Ogni “piano” è basato quindi in un’esplosione di creatività – in un’epifania della conoscenza dello spirito che originariamente ci sorprende, forzando un cambiamento di intenzioni e richiedendo una risposta attenta verso un nuovo cammino. Se troviamo la sorgente della visione, dobbiamo goderne – perché attraverso l’oggetto degno si rivela la vera devozione.
RF: I libri che nascono nel Culto sono tutti pubblicati dalla Xoanon. Vorresti darci una breve descrizione della nascita della Xoanon e del suo sviluppo? Cosa significa il nome e perché l’hai scelto? Avevi considerato altri nomi?
AC:”Xoanon” è un’antica parola Greca che rappresenta un effigie o l’immagine di una divinità caduta dal cielo sulla terra. Il nome è stato scelto per la casa editrice del “Cultus Sabbati” perché rappresenta il processo di reificazione dello spirito nella materia, la traduzione di testi “invisibili” a libri concreti. Io penso che il nome sia stato scelto per una scintilla d’ispirazione e non trovo ricordo che sia stato considerato nessun nome alternativo.
Xoanon fu creata nel 1992 con il proposito esplicito di pubblicare Azoetia a i futuri lavori del Culto, sia interni che esterni. Nel 1995, Xoanon fu diretta molto bene da Fulgut, che pubblicò Qutub per conto proprio e dando una grande lezione riguardo alla pubblicazione. Nel 2000, Xoanon visse una potente rinascita con il battesimo del fuoco che accompagnò la pubblicazione di Toad. Nel 2001, l’anno di Ars Philtron, Xoanon si era stabilizzata come una compagnia a responsabilità limitate sia mia che di Daniel Schulke, l’autore di quel lavoro. Questo fu il marchio che permise un’ulteriore consolidamento della Zoanon come veicolo magico di reificazione, aumentando la libertà di muoversi nello scopo di creare un ponte tra il mondo degli uomini e quello degli spiriti. La pubblicazione di Ars Philtron segnò un cambiamento estremamente importante; iniziò a muovere l’obiettivo da me come l’unica “autorità” nel Culto così come era percepito.
Spero che negli anni futuri, pubblicheremo sempre più libri di altri iniziati Sabbatici, i nostri lettori inizieranno a comprendere che il Cultus ha diverse prospettive visionarie e che ognuna ha un’importanza a sé stante e nel contesto della tradizione nel suo insieme.
MH: Riconosci il concetto di “auto-iniziazione” o “auto-dedizione” come un atto o processo legittimo per coloro che non possono o non vogliono lavorare all’interno della struttura di congrega e desiderano seguire il percorso di un praticante solitario?
AC: Si, ma preferisco utilizzare il termine “Iniziazione solitaria”. Penso che “auto-iniziazione” sia un nome sbagliato; l’iniziazione è sempre qualcosa che si relaziona con la trasformazione, che sia tra un’Apprendista e un Maestro o tra un’Aspirante e una Divinità. Ognuno di noi inizia l’altro e la relazione tra entrambi ci trasformano in un nuovo stato, di solito attraverso la trasmissione di un nuovo tipo di conoscenza all’iniziando. Nell’Arte del Sabba, l’iniziazione solitaria o “La Strada Solitaria” si riconosce come un aspetto di vitale importanza sul cammino di ogni praticante e la comprensione della “solitudine” è soggetta a diversi livelli di interpretazione.
L’autonomia è la virtù chiave, indipendentemente da quale sia la pratica in una congrega o “da soli” – con l’onnipresente compagnia degli spiriti. Riguardo ai riti d’iniziazione solitaria, sono al corrente di sette modi per indurla, e il più conosciuto è probabilmente il rituale del “Toad-bone”.
Anche se riconosco che chiunque segua la procedura di qualsiasi rito è tecnicamente capace di ricevere il completo “potere” del sangue della strega senza nessun tipo di mediazione umana e devo sottolineare che il semplice rituale non è sufficiente; l’autorevolezza guadagnata tramite questo processo deve avere l’assenso e l’accettazione di uno spirito patrono. Alcuni di questi riti sono segretamente condivisi dai diversi lignaggi dell’Antica Stregoneria, spesso usati come un legame tra l’insegnate e il suo pupillo.

RF: Sei il “Magister” del Cultus Sabbati, potresti dirci cosa significa per te personalmente e in termini di gerarchia nella tradizione?
AC: Il Culto ha molti importanti ruoli di potere che sono stati parte della Tradizione da tempo immemore. In termini generali, ci sono posizioni d’autorità che spettano a individui specifici, basandosi su conoscenze specifiche, abilità, esperienze ed esigono rispetto.
Comunque queste occupazioni possono essere anche interpretate come fasi dell’anima nel suo cammino iniziatico e sono peculiari per ogni iniziato. Mi domandi cosa significa usare il termine “Magister”. Questo, come molte questioni relative alla gerarchia e al potere, è un argomento complicato.
Secondo me il Vero Magister (o la vera Magistra) deve attenersi a quanto gli è stato insegnato da i propri iniziatori, essendo capace di raffinare e sviluppare il passato secondo la sua stessa visione, parlando chiaramente dei diversi aspetti della tradizione dentro la tradizione, ed deve essere capace di discernere, insegnare e assistere i compagni. Mentre ogni iniziato si focalizza su un unico aspetto della corrente nella sua prassi personale, il compito del Magister è quello di percepire il disegno della corrente così come questo entra nella Tradizione come un  tutt’uno.
Come conseguenza dirige la prassi della congrega e vede la coerenza del lavoro di tutti come se fosse uno. Il lavoro del Magister è servire nel comando, ed in questo modo è il Riferimento Vivente.
Ho fatto un esempio di cosa significa “magister” secondo me, non perché penso di esserlo, ma perché è una fase dell’anima degna d’aspirazione. Significa “essere” magia, non praticarla!
RF: Come possono Caino e Lilith essere associati alla Stregoneria Tradizionale Inglese come Primogenitori di una Genealogia di Streghe?
AC: Le differenti correnti della Stregoneria Tradizionale Britannica hanno diverse divinità patrone, antenati e spiriti. Essendo capaci di andare oltre le divergenze possono essere individuati alcuni elementi comuni. Ricercando tra questi filoni – tra i molti tipi di figure condivise, si può parlare del corpo di una tradizione che esiste nell’Antica Stregoneria che può essere incorporato alla fede gnostica nel Serpente Divino di Luce, nei Grigori, nei Bambini della Terra, nei Vigilanti, nel lignaggio di discendenza di Lilith, Mahazael, Caino, Tubal-Caiono, Naamah e nel Clan degli Vagabondi…fino ai giorni nostri dagli Iniziati dell’Arte. Parlando della mia conoscenza della tradizione del ofita-sabbatica nel Culto, la sua provenienza storica è prevalentemente radicata nella tradizione orale. Nonostante, al di là del passaparola, ci sono diverse connessioni che prefigurano la complessa forma dei miti odierni.
Nelle generazioni precedenti La Stregoneria Tradizionale ha condiviso certe figure con le “Societies degli Horsemanry; la devozione a Caino è uno di questi elementi. In cambio, le comparazione sulle idee riguardo al ruolo di Tubal-Cain e Naamah posso essere annoverate tra i riti vicini alla Massoneria. La Stregoneria Tradizionale ha fatto un buon uso di molti rituali magici come per esempio La Piccola Chiave di Salomone e i libri di Agrippa sulla Filosofia Occulta. Queste opere proporzionano strade per figure simili, come Lucifero, Asmodeo, Lilith e gli ArciDemoni Guardiani del circolo Magico di Mahazael.
Comunque l’enfasi sulla sacralità è invertito, un altro filone della genealogia sono ovviamente i testi biblici dove sono presenti vari elementi dei miti. Le fonti bibliche per esempio si relazionano con l’Aphocrypha, Pseudepigrapha, e con il folclore giudaico e addirittura con i testi manichei dal punto di vista delle influenze. Comunque mentre possiamo “spiegare” la presenza di Caino e Lilith ricorrendo a queste fonti, confermando qualche tipo di interdipendenza della tradizione sabbatica sulla demonologia Cristiana e Giudaica, non apprezziamo l’unico e sostanziale complesso dei miti dell’Arte. Gli Insegnamenti della Stregoneria Tradizionale utilizzano codici dell’antinomismo luciferino che comprendono Caino e Lilith, i nostri benedetti progenitori, come Portatori della Luce dell’Antico Serpente. Il superamento di Adamo da parte di Lilith e l’omicidio di Abele d parte di Caino rappresentano la trasformazione della condizione di chi non è iniziato come “argilla” a quella di “fuoco” della Conoscenza Magica. Si tratta comunque della più insignificante nella profonda vastità di questi argomenti. Come nel racconto di una separazione, ha un grande valore parlare di un altro affascinante cammino che ha influenzato la Stregoneria Tradizionale, creato dalle credenze degli zingari.
Infatti, ricordo che una volta mi è stata raccontata una storia da un amico rumeno “Una notte prima della crocifissione di Cristo, i soldati erano seduti fori per forgiare quattro lunghi chiodi per l’esecuzione. Chiesero a fabbri ebrei, giudaici e romani, ma ognuno di loro rifiutò quando seppe che i chiodi erano per la crocifissione di Gesù di Nazareth. Fuori dai cancelli della città i soldati trovarono un fabbro rumeno Non chiese per chi fossero i chiodi a quell’ora tarda della notte; aveva semplicemente bisogno di soldi. Il fabbro fu obbligato e cominciò a lavorare ai chiodi, uno per uno Comunque, mentre terminava il quarto chiodo sul fuoco, domandò per chi fosse. Una volta saputo che era per la crocifissione di Cristo, lo zingaro cessò il suo lavoro improvvisamente e scappò. Il chiodo che era stato sul fuoco non si raffreddò mai; rimase color rosso fuoco. Per questo, si dice, la maledizione perseguiti tutti i discendenti dei fabbri rumeni ovunque vadano Si dice che essi siano i discendenti di Tubal-Cain, il primo lavoratore dei metalli, che a sua volta imparò quest’Arte da Caino.
Personalmente, credo che l’Arte Antica adesso abbia preso questo chiodo.
Quando ho detto: “Il cammino del sacrificio rende grande l’uomo”.
MH: C’è nient’altro che vorresti aggiungere? Qualcosa di specifico che vorresti aggiungere ai lettori di the Cauldron?
AC: Nutrite la vostra irrefrenabile visione!

(Intervista pubblicata per la prima volta su The Cauldron, No.103. Febbraio, 2002. Copyright D.Chumbley).

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...