Lo Stupro degli Arcangeli di E.A Koetting

Un gran capo, ed invincibile arciere, Arjuna, cavalcava in battaglia, e dietro di lui numerosi eserciti, con spade, lance, frecce e scudi pronti per portare all’esercito nemico, uguale per numero ed armamenti, ad una sicura morte.
Man mano che Arjuna si avvicinava al momento del massacro, fu visitato da un invitato che poteva vedere solo lui, Krishna, la Superanima, l’incarnazione della Divinità.

Negli ultimi secondi prima che le frecce cominciassero a volare verso i corpi dei nemici, Krishna e Arjuna ebbero una conversazione che probabilmente durò ore, durante a quale ad Arjuna furono svelati i segreti della vita sacra, dell’illuminazione assoluta, del potere e della saggezza riconosciuta soprattutto dai Daeva.
Nel momento della sua Illuminazione, l’attenzione di Arjuna tornò al campo di battaglia, al nemico che stava per uccidere, e al fatto che se non l’avesse fatto le sue terre sarebbero state divorate, le sue donne stuprate ed i suoi figli schiavizzati, e domandò tra le lacrime al suo invitato divino: “Come posso uccidere questi uomini, adesso che so che sono miei fratelli?”

I salvatori ed i profeti che arrivarono in quegli ultimi secoli consigliavano di lasciar cadere le lance e le frecce, tornare a casa per consolare le donne stuprate e dare cortesemente i bambini in schiavi ad i nuovi padroni.
Eppure, come avrebbe detto la verità che usciva dalle labbra del Divino Krishna, questo non è il sentiero dell’illuminazione. Arjuna non solo doveva uccidere i suoi nemici sul campo di battaglia per difendere la propria terra, ma avrebbe dovuto distruggerlo completamente, e avrebbe dovuto seguirlo fin nella propria casa per distruggere le sue donne e bambini, perché nessun nemico di quella terra avesse mai potuto alzarsi di nuovo contro la sua gente. Avrebbe dovuto farlo senza nessun attaccamento, senza passione, senza ira o e preoccupazione , ma con la consapevolezza di che la vita fisica non è la realtà definitiva, e che le anime che lasciano quei corpi si incontrano le une con le altre, e che la vera vita continua mentre non ha piu alcuna importanza il dolore causato dall’incarnazione presente. L’unica possibilità che rimaneva, quindi, era seguire il Dharma di ognuno, la Legge del Wyrd personale o Destino, e la ruota dell’Eternità avrebbe girato, nonostante le piccole azioni di bontà o di morte, dato che gli unici cambiamenti erano nell’osservatore. E rimanere così, al margine delle azioni che vengono commesse, raccogliendo solo i benefici delle azioni, lasciando che il karma deambuli nel campo di battaglia ed infettasse altri con sofferenza.

Il primo Dharma del Mago Nero è cercare e possedere il potere – non solo il potere di provocare cambiamenti nel suo mondo e nella sua vita, ma il potere di rovesciare la bilancia del destino, per portare le costellazioni ad un nuovo allineamento, per annunciare il crepuscolo degli dei, se è necessario, per compiere con il suo stesso Destino. Questo potere non arriva tramite i rituali realizzati nelle stanze trasformate in templi nè attraverso gli incantesimi ritrovati nei grimoire che si vendono nelle librerie, ma attraverso le azioni più inconcepibili che, l’Adepto esente dalle limitazioni,  può fare in qualsiasi modo , spiritualmente e moralmente raccogliendo solo la ricompensa e lasciando la miseria a coloro che rimangono dipendenti.
Gli antichi scritti vedici insegnano che attraverso le diverse discipline spirituali, certi poteri possono essere raggiunti – abilità oltreumane che sono all’altezza addirittura di quelle possedute dai Devas. Man mano che l’uomo si rende più simile ad un Dio, liberando la sua Superanima, riceve queste armi e strumenti degli Dei, sostenendo tra le mani lo scettro a tre punte del potere, impugnando il potenziale della creazione, sostento e distruzione completi di ogni cosa.

Alcuni dei Siddhi tradizionali sembrano, inizialmente, essere stupidi o inutili per il mago praticante, oltre che stravaganti. Altri possono sembrare tentatori, anche se lontani da raggiungere. I Vidyas e i veda promettono al discepolo l’abilità di volare nel cielo con maggiore facilità di un uccello, nuotare sott’acqua senza preoccupazione per la necessità di ossigeno, ridurre la grandezza del corpo fisico infinitamente, o anche aumentarlo infinitamente. Teletrasporto, viaggi nel tempo, levitazione e la trasmutazione degli oggetti solidi sono anche inclusi nella lista dei Siddi. Ridicolo…però non del tutto inaudito. Gli Yogi sono stati capaci di trattenere la loro respirazione indefinitamente sott’acqua, alcune credenze e discipline spirituali interpretano la realtà della levitazione attraverso il cambiamento della pressione dell’aria e  l’equilibrio dell’aura elettromagnetica,in modo così profondo da far si che sia possibile elevarsi nel sogno, ed un buon numero di alchimisti rinomati e riconosciuti, realizzarono trasmutazioni istantanee della materia.

Questi sono semplici fenomeni, eppure, per l’adepto e per lo studente serio dell’occulto la domanda è: “Per quale ragione levitare quando puoi ottenere un biglietto d’aereo molto più facilmente? Perché trasmutare il rame in oro quando la ricchezza e l’abbondanza possono essere raggiunte attraverso mezzi molto più semplici?

Questi sono Siddhi che esistono, che certamente possono essere raggiunti senza dubbio dal il discepolo, perché sono di potere puro. L’abilità, non solo di separare per un periodo di tempo la coscienza dal corpo, ma anche di fare in modo di entrare in contatto con il corpo di un altro: conoscenza onnisciente indipendente dalla diffusione temporale; dominio sul corpo e sui sensi tale da permetterci di non essere influenzati dagli elementi o dagli stimoli, a meno che non lo si desideri; vedere eventi o accadimenti da qualsiasi distanza; soggiogare qualsiasi spirito in assoluto  – questi sono alcuni dei poteri più desiderati dal Mago Nero, e certamente possono essere ottenuti, ma non attraverso i mezzi insegnati da nessuna fonte ordinaria.

Esiste una razza di esseri, non in questo mondo o nel seguente, ma tra le pieghe che esistono tra i mondi, che posseggono tutti i potere Siddhi, ed il cui fine e dispensarli a coloro che ne sono degni Queste sono le Dalinis, parole che vengono tradotte cole “coloro che viaggiano nel cielo” o, più precisamente, “Coloro che danzano nel cielo” . Nella leggenda, sono creature alate, così leggere e rapide come le fate, così seduttrici e sessualmente furiose come le ninfe, così tentatrici come le sirene che condussero infinite barche verso il pericolo, e i più potenti degli Arcangeli. Nude e con un corpo giovanile, catturano con i loro seni e la più liscia delle pelli chiare, sostengono nella mano destra una coppa di sangue mestruale capace d’offrire la vita eterna, una spada capace di distruggere la vita di un dio, rappresentando ad un equilibrio innocente, un amore tanto puro come per uccidere e rendere immortale, con un distacco assoluto verso il risultato. Sono maliziose, dato che  non conoscono la parola, ma a loro  volta sono senza malvagità, perché riconoscono che la completa esistenza è soltanto un gioco, e che loro posseggono i segreti del completo dominio.

L’unione sessuale con questa Dakini crea l’Elixir della Vita, il quale sgorga come una fonte d’immortalità, concedendo al mortale il potere degli dei.

Un nobile e riconosciuto sacerdote tantrico, Tilopa, che si era allenato per la sua posizione e casta dalla nascita, ed aveva servito al suo popolo in quel ruolo di inattaccabile onestà e diligenza, si trovava un giorno studiando le scritture sotto un albero, perso completamente nelle parole dei profeti che l’avevano scritto, quando il suo studio fu interrotto da una donna estremamente brutta, che domando se comprendesse ciò che stava leggendo.  Prima che potessi rispondere, la donna sputò sulle scritture e pronunciò una parola in una lingua che non conosceva, e dopo sparì.. Tilopa iniziò a domandarsi se non conoscesse il significato delle scritture, e riconobbe che queste non l’avevano portato a grandi risultanti ne all’illuminazione né al potere.
Invece di cercare nelle scritture, cominciò a cercare questa donna. Tiilopa fu visitato nuovamente da lei, una messaggera delle Dakinis, che racconto come se desiderava trovare saggezza e potere, dovev “andare al bosco del’Albero Bohi. Lì, le immacolate Dakinis posseggono gli insegnamenti sussurrati.”

Il viaggio attraverso il bosco degli alberi bodhi fu pericoloso, dato che le Dakini che vi dimoravano erano così irresistibili come assassine, e tutti coloro che avevano preso questo viaggio erano caduti in camera con le Dakinis nude ed erano spariti da quest’incarnazione completamente. Per proteggerlo, la messaggera delle Dakinis diede a Tilopa un mantra che doveva recitare senza sosta fino ad essere arrivato al centro del bosco, nella sala del trono della Regina Dakini Il mantra avrebbe portato Tilopa ad uno stato di completo distacco, dove la lussuria e l’indulgenza sembravano uguali all’assassinio e al sacrificio, e niente l’avrebbe distratto dalla sua meta per raggiungere la Regina Dakini e prendere il suo potere e la sua conoscenza con qualsiasi mezzo.

Una volta ingessato fino al bosco bodhi, Tilopa soffrì un attacco dalle Dakinis, alcune tentandolo con la sedazione sessuale, altre con la paura della sua stessa sofferenza, e addirittura altre con poteri minori della speranza di che si allontanasse dalla realizzazione del suo Dharma, Mantenendo il mantra nella su mente e sulle sue labbra, rimase fermo nel suii viaggio, raggiungendo finalmente il rifugio della Regina Dakini, che sedeva sul suo trono, convinta di che il suo potere e la sua bellezza da soli l’avrebbero tenuta al sicuro. Recitando ancora il Bija Mantra sacro, Tilopa ascese i passi verso il trono, tolse i gioielli dal suo corpo, le strappò i vestiti, e vedendola seduta e spaventata, la violentò sul suo trono.

Tilopa ottenne in questo modo una grande quantità di poteri Siddhi, dato che la sua violenza inaudita ed la sottomissione di Quella Divina, così come la sua abilità per elevare se stesso oltre la moralità, oltre i concetti di bene e di male, e compì con il suo proprio Dharma.

La notte, sia uomini che donne sono visitati da entità vampiriche, incubi e succubi, che violano sessualmente i mortali e rubano energie intensificate che può essere generata solo dal’attivit sessuale. Quello di cui parliamo è un atto fatto di contrasti: l’Adepto seduce una Dakini, la possiede sessualmente, e le ruba il suo potere. L’alimentazione si inverte; la scala di Jacob comincia a viaggiare al contrario.

Ci sono modi per catturare queste Dakinis, racchiuderle in un corpo umano adatto, e poi dominarle e rendere possibile che tutti i poteri dei Siddhi che possiedano siano parte del Mago Nero.

Una Dakini è capace di prendere forma umana, attraverso la possessione contro la volontà naturale del posseduto o attraverso l’invocazione del Yogini che si avvicina all’illuminazione nel Sentiero di Mezzo. Esiste anche un altro modo, ossia che la Dakini sia rinchiusa in una forma umana

Nonostante l’idea erronea di che queste vittime debbano essere vergini, senza aver conosciuto le relazioni sessuali, in realtà è l’essere interiore che deve essere vergine, senza essere esposto al Mistero non inziato nelle profondità della sua realizzazione. Spesso, il posseduto potenzialmente, nella sua mancanza di qualsiasi profondità nell’esperienza sessuale, desidererà essere posseduto completamente tramite l’atto della fantasia dello stupro. Anche se la maggior parte della sua partecipazione attiva in questo rituale sarà la soddisfazione di questa fantasia, questo si converte nell’entrata nei tunnel che conducono ai poteri più oscuri. Questo è il soggetto vivo facilmente posseduto da una Dakini.

Nonostante un soggetto disposto possa essere trovato senza difficoltà, specialmente da qualcuno che sia esperto nelle arti magiche di sottomettere le volontà altrui, il problema radica nell’autenticità della possessione, nel fatto che spesso chi si offre volontariamente per questa possessione la simulerà, divertendosi con l’aspetto sessuale del rituale, e lascerà l’Adepto senza potere o maggiore conoscenza di quanta ne avesse in precedenza. Quindi, si richiede che il Posseduto non sappia niente della Dakini o della possessione in corso, o che si sia sottomesso all’atto completamente.
In un luogo boscoso, nel deserto, o in un cimitero, che devono essere tutti consacrati come luoghi del Bodhi, o illuminazione, il Posseduto dovrà essere attratto utilizzando mezzi magici(k), e mai con la forza.
Attraverso i metodi di mesmerismo e suggestione, lei dovrà essere collocata al suolo e portata ad un ostato piu profondo di ricettività, verso le onde cerebrali theta, momento in cui la Dakini puo essere chiamata.

I chackra del posseduto sono attivati attraverso i mudra di potere dalla mano destra sopra ognuno dei chakras, e attraverso i Bija Mantras di ognuno ,essendo LAM, VAM,RAM,YSSM,HAM,RAM,OM in ordine ascendente dal chackra Muladhara al  chakra Sahasrara.
Collocando il palmo completo della amano destra alla base della testa e collocando il palmo della mano sinistra sul chakra Muladhara, coprendo l’ano e la vagina, chiudendo così il circuito kundalini e rinchiudendolo nel corpo, ripeti il mantra “Om mani padme hum”, invocando dentro della tua vittima l’essena femminile assoluta, la quale è completamente incarnata dalla Dakini. Questo può anche essere sussurrato sull’ombelico o sulla gola. Il corpo comincrà ad avere convulsioni mentre la donna si trasforma in dakini, e gli occhi si apriranno completamente, riflettendo il potere e l’amore dove una volta abitava il terrore. Guardando in quegli occhi, l’Adepto dovrà mantenere la lingua contro il palato della bocca e pronuncerà il mantra continuo LLL. I suoi occhi si gireranno all’indietro ed si renderà conto di non essere qui, ma tra le pieghe della realtà, insieme alla Dakini.

Liberandola dai suoi abiti e spingendosi dentro di lei, sarà creato l’Elixir della Vita, ed attraverso i suoi brillanti occhi, i segreti dell’immortalità saranno rivelati. L’orgasmo arriverà, senza però andarsene mai, ed il resto della sua vita non sarà più una ricerca del potere, ma della conoscenza che ha ricevuto.

La Dakini e la donna che viene posseduta da lei in queste circostanze, non è più una partner passiva e ricettiva una volta presa dalla possessione In effetti, lei si converte in colei che aggredisce, una volta che l’essenza di Shakti fluisce attraverso di lei, perché Shakti è il potere, mentre Shiva è solo il ricettacolo del potere. In accordo con la leggenda di Tilopa, nel momento in cui la Regina Dakini fu violentata sessualmente, lei si vincolò con Tilopa, inesorabilmente, e la maledizione piu spaventosa che poteva offrirgli era l’illuminazione assoluta, spingendo su di lui la conoscenza ed il potere dalla divinità, forzando istantaneamente una trasfigurazione del suo essere mortale verso un Essere eterno, uccidendo così l’individuo samsarico che commise lo stupro.

Viaggiano dietro all’albero,  non al contrario o girandosi, ma tra loro, la sfera di Malkuth e Lilith si sovrappongono, le Dakini possono essere trovate ,e possono essere sedotte in forma spirituale mentre dormono nei loro letti astrali di reti. L’Adepto può strisciare verso i loro capezzali mentre riposano sui loro troni e possono sdraiarsi su di loro schiacciandole in modo che non possano muoversi, forzando un fallo d’oro dentro di loro, estraendo da loro tutto il potere. L’Adepto può diventare, in questo modo, un incubo o un succube. Gli stessi pericoli che Tilopa ebbe a fronteggiare, sono quelli che l’Adepto dovrà affrontare nelle pieghe dello spazio, perché gli eserciti delle Dakini lo tenteranno per prenderlo a loro volta, e giacere con lui, e mai più tornare al suo corpo di carne, ma copulare per sempre nei troni dell’orgasmo.

Questi sono i metodi del Mago Nero, l’occultista che percorre il Sentiero della Mano Sinistra. Il Signore che cammina per il Sentiero di Mezzo, eppure, incarna Shiva, senza cacciare e violentare le Dakini, ma solo sedndosi silenziosamente, passivamente, mentre  Shakti è attratta da lui magneticamente, e la copula con lei sia inevitabile, ed in questo momento tutte le Dakinis discendono e servono alla loro Regina Shakti, e nello stesso modo a Shiva, dando loro tutti i poteri dei Siddhi. Le Dakini, effimere e fisiche, faranno lo stesso. Deve essere riconosciuto da tutti che qualsiasi atto sessuale con una Dakini è uno stupro, perché è una penetrazione forzata nei segreti degli dei.

Le Dakini in forma umana, che discendono momentaneamente o sono invocate dalle yogini femmine pronte per incarnare questo potere, possono unirsi e sperimentare la divinità in questo modo, dato che la loro unione sessuale vicendevole è una rivelazione e una eiaculazione orgasmica di visione ed illuminazione.

Mentre il potere che posseggono le Dakini può essere attratto e manifestato in questo mondo attraverso i riti orgiastici interni, l’Adepto non può entrarvi, non è permesso nelle pieghe della realtà, e per questa ragione, dovrà sforzarsi per rientrare, dovrà penetrare nella tomba segreta della Divinità come un serpente ed un comandante. A meno che questi stia disposto a sedersi in meditazione silenziosa, aspettando pazientemente che Shakti si risvegli e si sieda su di lui, dovrà trapassare nella tana della Regina Dakini e prendere con forza il potere che cerca, o permetterle che l’offuschi per sempre.

Illustrazione di Boris Vallejo
https://www.borisjulie.com/

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